Non solo Raggi: tutti i politici che si sono trovati qualcosa «a sua insaputa» | FOTO

di Redazione | 03/02/2017

politici a sua insaputa

Virginia Raggi ha affermato di esser totalmente estranea al fatto che Salvatore Romeo l’abbia nominata sua beneficiaria in una polizza vita da 30 mila euro. «L’ho appreso nell’interrogatorio, sono sconvolta», ha spiegato, sottolineando come la cosa sia avvenuta a sua insaputa.

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Virginia Raggi non è la sola a trovarsi in situazioni a sua insaputa. Tanti altri colleghi hanno replicato così in molti casi subiti in passato. E anche se la sindaca di Roma respinge l’idea di esser paragonata a Scajola è il caso di ricordare chi, altre volte, ha pronunciato la frase magica «a mia insaputa».

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Tutti ricorderanno l’ex ministro Claudio Scajola: a lui fu comprata una casa, vista Colosseo, a sua insaputa. Segue Roberto Formigoni, ex governatore della Regione Lombardia, a cui pagarono le vacanze a sua insaputa. C’è anche Franco Fiorito detto “Er Batman” con la caldaia pagata a sua insaputa con i soldi del partito, l’ex ministro Giulio Tremonti e una casa in via del Campo. L’Espresso nel suo pezzo indica una lunga lista di smemorati su case e affini. La polizza di cui la sindaca era ignara a confronto di certe “insapute” è roba minima.

Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, 4 aprile 2012:
“Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia”.

 

(…)

 

Marcello Dell’Utri, ex senatore Pdl, condannato per una casa sull’albero, abusiva “a sua insaputa”, 23 marzo 2013: 
“Mi hanno condannato per aver costruito una casetta a Torno, mentre Comune e Soprintendenza hanno detto che era tutto a posto. Vi rendete conto? Mi condannano solo perché mi chiamo Dell’Utri. E’ una casa sull’albero, una tree house, una cosa bellissima, stupenda, tutte le barche si fermavano a vederla. Ci si mette lì per osservare la natura, gli uccelli, leggere libri, conversare e bere un tè, ma non l’ho mai finita perché non me l’hanno fatta finire. Qualche comunista del paese ha denunciato e poi è arrivato il giudice, uno che avrà problemi sociali…”

(in copertina foto ANSA/ GIUSEPPE LAMI)