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L’interrogatorio di Virginia Raggi sulla nomina del fratello di Marra

È cominciato poco prima delle 14 ed è terminato intorno alle 22 l’interrogatorio di Virginia Raggi. La sindaca di Roma risulta indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico nell’inchiesta sulla nomina a capo del dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale del Comune (e fedelissimo della prima cittadina) Raffaele Marra (a dicembre arrestato per corruzione). La sua, davanti ai pm, è stata una deposizione fiume, alla quale non è seguito nessun post pubblico sui social.

 

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INTERROGATORIO VIRGINIA RAGGI, SINDACA DI ROMA DAI PM

All’interrogatorio di Virginia Raggi hanno preso parte il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall’Olio. I due magistrati hanno lasciato il palazzo di giustizia di Piazzale Clodio verso le 13. La sindaca è stata assistita dall’avvocato Alessandro Mancori. L’interrogatorio si è tenuto in una struttura esterna alla Procura di Roma (uffici in via Tuscolana). I magistrati hanno infatti deciso di tenere il profilo più basso possibile, evitando l’assalto di operatori e giornalisti. Unica pausa verso le 20.

Al centro del colloquio tra magistrati e Virginia Raggi sono finite ovviamente le presunte irregolarità nella nomina di Renato Marra a capo della Direzione Turismo del Campidoglio. Prima e dopo l’interrogatorio il difensore della sindaca non ha rilasciato dichiarazioni.

 

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INTERROGATORIO VIRGINIA RAGGI, SPUNTA UNA POLIZZA DA 30MILA EURO

Stando a quanto riportato da L’Espresso e Il Fatto Quotidiano a interrogatorio in corso alla sindaca Virginia Raggi i magistrati hanno chiesto anche di una polizza sulla vita da 30mila euro di cui la sindaca sarebbe beneficiaria, stipulata da Salvatore Romeo (ex capo della segreteria politica della prima cittadina dimessosi dopo l’arresto dell’ex capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra). Romeo avrebbe indicato la Raggi come beneficiaria della sua polizza sei mesi prima di essere promosso (con aumento di stipendio). «I giornali hanno bisogno di vendere e mettono tutto insieme, noi però continuiamo a lavorare per la città perché ci hanno eletto per questo», è stato un primo commento del capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara.

 

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«Se sapevo della polizza di cui ero beneficiaria? No, assolutamente no, l’ho appreso questa sera, sono sconvolta», ha detto invece la sindaca uscendo dagli uffici di via Tuscolana dove si è tenuto l’interrogatorio. «Ho chiarito, ho risposto a tutte le domande».  Poi ha aggiunto: «C’è molto lavoro da fare qui a Roma, dobbiamo portarlo avanti».

 

INTERROGATORIO VIRGINIA RAGGI, DI COSA È ACCUSATA LA SINDACA DI ROMA

Ma di cosa è accusata Virginia Raggi nel dettaglio? L’indagine sulla sindaca è scaturita dall’acquisizione da parte della procura di Roma del parere con cui l’Autorita Nazionale anticorruzione (presieduta da Raffaele Cantone) aveva evidenziato un conflitto di interessi nella stessa nomina. Nella stessa indagine viene contestato l’abuso d’ufficio anche a Raffaele Marra. L’accusa di abuso d’ufficio per la sindaca e per l’ex capo del personale del Campidoglio deriva dall’aver scelto Renato Marra per il ruolo dirigenziale senza una adeguata comparazione dei curricula di altre persone e per non aver impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello (circostanza che è costata all’ex capo del personale la stessa accusa di abuso d’ufficio). Inoltre Virginia Raggi deve rispondere di falso perché avrebbe detto al responsabile anticorruzione del Campidoglio, Mariarosa Turchi, di aver agito in assoluta autonomia.

 

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INTERROGATORIO VIRGINIA RAGGI, ANNUNCIO DELL’INDAGINE VIA FACEBOOK

Era stata proprio la sindaca Virginia Raggi a dare notizia delle accuse a suo carico. «Oggi – ha scritto martedì 24 gennaio in un post su Facebook – mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle». Secondo fonti giudiziarie l’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta dopo Natale.

(Foto: ANSA / GIORGIO ONORATI)