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Natangelo e la vignetta che fa arrabbiare i Giovani Democratici

Qualche giorno fa il vignettista de Il Fatto Quotidiano, Mario Natangelo, ha fatto una vignetta su Matteo Renzi che rivendicava l’appartenenza politica di una vittima all’hotel Rigopiano.
L’immagine sarebbe questa:

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LA LETTERA DEI GIOVANI DEMOCRATICI A NATANGELO

L’immagine è stata pubblicata solo sul suo blog www.natangelo.it e sulle sue pagine social. Non sul Fatto Quotidiano. La vittima in questione, che Natangelo non menziona perché il suo scopo (come spiegherà poi) era schernire il segretario Pd, era una giovane democratica.
L’immagine non è andata giù ai Giovani democratici che, in una lettera aperta, si sono rivolti al vignettista. «Non abbiamo perso un voto – raccontano – ma un volto: una compagna che tutti i giorni dedicava un pezzetto della propria vita a un’idea».
«Nella tua vignetta non hai attaccato il Renzi – aggiungono – ma hai ferito noi e la comunità della quale facciamo parte, perché hai toccato un nervo scoperto e a poche ore dal momento in cui abbiamo ricevuto la notizia. Caro Natangelo, ci hai ferito e va bene così, ma ricorda che non sempre il cinismo è sinonimo di acume, ma spesso nasconde la svalutazione di tutto».
L’intera replica è disponibile qui:

Dopo l’intervento dei Giovani Democratici Mario Natangelo ha scritto un lungo post sul blog, diventato virale.

I Gentili Democratici mi danno del cinico (quindi cinico non è chi usa i morti per la propaganda politica ma il vignettista che lo dipinge per quello che è: per ma va benissimo…), mi salutano con un abbraccio (che ricambio, Gentili Democratici) e mi spiegano che le loro nonne gli hanno insegnato che “essere Gentili è più importante che avere ragione”. Le mie nonne mi hanno insegnato a ragionare con la mia testa e non con la tessera che (non) ho in tasca. Ecco, ringrazio i Gentili Democratici per la lettera e mi spiace per i morti (tutti), ma davvero: lasciateli riposare.

Al post sono allegati gli insulti che ha ricevuto il disegnatore sui social. Tanti e non proprio carini. Il dibattito è continuato con critiche da più parti verso il vignettista. E condanne. Un po’ come è successo per Charlie Hebdo e la vignetta su Rigopiano. Morale della favola? Natangelo è stato  bannato da Facebook per 24 ore.

(in copertina la vignetta finale sulla vicenda postata qui)