‘Ndrangheta, mani su fondi Ue per famiglie povere: arrestato anche ex assessore regionale

di Redazione | 02/02/2017

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Minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d’asta ed abuso d’ufficio. Sono queste le accuse contenute nelle 9 ordinanze di custodia di cautelare in carcere emesse per esponenti politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, e due soggetti contigui alla cosca (della ‘Ndrangheta) Mancuso di Limbadi (in provincia di Vibo Valentia). Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Ros unitamente al Comando provinciale Carabinieri di Catanzaro e a quello della Guardia di finanza di Vibo Valentia, ed emesso su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. Tra gli arrestati anche l’ex assessore al Lavoro della Regione Calabria, Nazzareno Salerno e l’ex presidente della fondazione Calabria Etica Pasqualino Ruberto.

 

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Le indagini hanno documentato l’ingerenza mafiosa della potente cosca della ‘Ndrangheta dei Mancuso nella gestione dei fondi Ue diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà. In corso di esecuzione anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni di euro. In particolare, l’attività investigativa ha accertato l’esistenza di un comitato d’affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale ‘Credito sociale’ indirizzandoli su conti correnti di società private, anche all’estero.

‘NDRANGHETA E FONDI UE, I NOMI DEGLI ARRESTATI

Tra gli arrestati, oltre all’ex assessore della Regione Calabria ed attuale consigliere regionale di Forza Italia Nazzareno Salerno, ci sono l’ex presidente della fondazione Calabria Etica Pasqualino Ruberto, consigliere comunale a Lamezia Terme, e l’ex direttore generale del dipartimento lavoro della Regione Vincenzo Caserta. Calabria Etica è un ente in house della Regione per progetti di assistenza alle famiglie disagiate. Ruberto, nel 2015 candidato a sindaco di Lamezia con il sostegno di cinque liste civiche e di Fdi-An, è stato indagato dalla Procura di Catanzaro, in un’altra inchiesta, anche per presunte irregolarità nelle assunzioni fatte all’Ente. Per lui e per altre 11 persone è già stato chiesto il rinvio a giudizio. Tra i destinatari dei provvedimenti poi ci sono anche Avolio Castelli, un avvocato; l’intermediario finanziario Bruno Dellamotta, allo stato irreperibile; Gianfranco Ferrante, ritenuto contiguo alla cosca Mancuso; Ortensio Marano, amministratore della società finanziaria Cooperfin; Vincenzo Spasari, ritenuto contiguo alla cosca Mancuso; Claudio Isola, indicato come contiguo alla cosca Mancuso e che ha lavorato per un certo periodo nella struttura speciale del dipartimento Lavoro della Regione Calabria.

Nazzareno Salerno nel 2015 è stato fra i tre delegati scelti nel 2015 dal Consiglio regionale della Calabria per l’elezione del presidente della Repubblica. Salerno, consigliere di minoranza, esponente di Forza Italia, fu indicato fra i consiglieri da inviare a Roma come ‘grandi elettori’ con dieci voti.

Vincenzo Spasari è il padre della ragazza che per il suo matrimonio atterrò con l’elicotTero nella piazza centrale di Nicotera: una vicenda che destò un grande clamore mediatico. La Dda di Catanzaro ha avviato un’inchiesta per stabilire chi e perché autorizzò l’atterraggio nel pieno centro del paese, chiuso per l’occasione con transenne del Comune. Dopo quell’episodio il Comune di Nicotera è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, anche se la relazione della Commissione d’accesso era antecedente al fatto.

‘NDRANGHETA E FONDI UE , ACCUSA: PER ASSESSORE MAZZETTA DA 230MILA EURO

Secondo l’accusa Salerno avrebbe ricevuto una somma di 230mila euro come mazzetta per esternalizzare ad una società privata il servizio di erogazione dei fondi della Comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà.

(Foto da Pixabay.com)