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Matteo Renzi e la battuta sui vitalizi (che non esistono più)

Ieri il segretario del Partito democratico Matteo Renzi, con un messaggio sms al programma “DiMartedì” su La7, ha precisato la sua posizione sulle elezioni: «Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso, l’unica cosa da evitare è che scattino i vitalizi, perché sarebbe ingiusto per i cittadini e sarebbe assurdo».

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MATTEO RENZI E I VITALIZI ABOLITI DA MARIO MONTI

Ma i vitalizi non erano stati aboliti? Dal 2011 o meglio a partire dal primo gennaio 2012 il parlamento ha introdotto per deputati e senatori un trattamento previdenziale basato sul calcolo contributivo. Si tratta di una pensione non di un vitalizio. La somma scatta solo se il parlamentare ha fatto almeno 5 anni di mandato e quando l’eletto ha compiuto 65 anni. Si può scendere fino a 60 anni, scendendo di un anno per ogni anno di mandato fatto in più oltre i 5. Curioso che in studio né Floris e nemmeno Travaglio abbiano ricordato all’ex presidente del Consiglio che fine abbiano fatto i vitalizi in Italia.

A ricordare però come non esistano è anche gente del Partito Democratico stesso. Un esempio? Anna Ascani.

«Cancelliamo tutto domani – spiega Ascani –  (lo deve fare l’ufficio di presidenza, lo faccia), ma liberiamo il dibattito pubblico da questa str*****. La politica non può essere questo.
La politica non è questo. Su questo campo qui vince Grillo. Anzi no, se ci abbassiamo a giocare su questo campo qui Grillo ha già vinto».