Grillo studia il test di fedeltà per i parlamentari del M5S

di Redazione | 31/01/2017

Beppe Grillo

Beppe Grillo studia un test di fedeltà per i futuri parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il leader del M5S sta valutando insieme a Davide Casaleggio quale sia la procedura migliore per selezionare i nuovi deputati e i senatori, che dovrebbero almeno raddoppiare l’attuale delegazione parlamentare pentastellata. Secondo il Corriere della Sera Grillo vuole evitare di ripetere gli errori del 2013, quando la scrematura delle candidature si era rivelata insufficiente, con un numero eccessivo di parlamentari dissidenti rispetto alla linea imposta da Genova e da Milano. Visto che le chance di arrivare al Governo non sono residuali, l’obiettivo è impedire che si creino le condizioni per una nuova emorragia nei gruppi parlamentari, come si è verificato in questa legislatura. Il test di fedeltà, come descritto da un articolo di Emanuele Buzzi, consisterebbe in una valutazione accurata del CV e dell’attività di militante o portavoce del M5S. Sarà probabilmente decisiva l’interazione con Rousseau, la piattaforma informatica dove gli iscritti al Movimento votano le diverse proposte da adottare, così come con i numerosi social media pentastellati.

LEGGI ANCHE:  Beppe Grillo contro il consigliere M5S in Liguria Francesco Battistini. Lui: «Deferito perché libero?»

La probabile crescita dei posti disponibili sta attirando molti consiglieri comunali verso la candidatura in Parlamento, e Grillo e Casaleggio intendono vagliare in modo accurato le loro attività da amministratori prima di dar il via libera alla candidatura. I futuri deputati e senatori del M5S saranno scelti attraverso il voto degli iscritti sul sito di Beppe Grillo, che sarà probabilmente organizzato in più fasi. L’ordine di lista sarà fondamentale, a meno di modifiche alla legge elettorale, per la Camera dei Deputati, mentre al Senato l’indicazione degli iscritti M5S si limiterà alla composizione della lista, visto che l’elezione avviene tramite preferenza unica. L’eventuale prosecuzione della legislatura fino a scadenza naturale potrebbe liberare ulteriori posti, visto che in contemporanea alle politiche si svolgerebbero le elezioni di due delle più popolose regioni italiane, Lombardia e Lazio.