Ragazza down candidata a sua insaputa a Napoli, è giallo sulle firme: nessuno ricorda

30/01/2017 di Redazione

Ieri Il Mattino di Napoli ha raccontato la storia di una ragazza affetta da sindrome di Down candidata a sua insaputa alle elezioni comunali della scorsa primavera nella città partenopea. La 23enne ha scoperto di essere stata inserita in una lista (Napoli Vale, formazione a sostegno della candidata a sindaco del Pd Valeria Valente) quando la Corte di Appello le ha chiesto di presentare il rendiconto delle spese e dei contributi ricevuti per sostenere la campagna elettorale. Sua madre, dopo essersi recata a Palazzo San Giacomo, sede del Comune, per spiegare l’equivoco è venuta a conoscenza di altre persone candidate senza essere avvertite. «L’impiegato dell’ufficio competente alle pratiche elettorali non si è per nulla meravigliato – ha raccontato la donna – anzi, il problema lo conosceva già molto bene: prima di noi erano arrivati altri sette, otto disabili, pure una ragazza in carrozzella, tutti candidati a loro insaputa».

 

 

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RAGAZZA DOWN CANDIDATA A SUA INSAPUTA ALLE ELEZIONI COMUNALI A NAPOLI

Ancora sul Mattino di Napoli, si racconta oggi di un giallo sulle firme depositate. Mentre la magistratura cerca di trovare una risposta nessuno dice di ricordare cosa avvenne alla vigilia della presentazione della lista in cui fu inserita la ragazza, la candidata Valente, deputata Pd, dice di essere parte lesa e non ricostruisce la vicenda. Il segretario del Pd metropolitano Venanzio Carpentieri parla di «episodio gravissimo». Mentre la capolista non risponde al telefono e il coordinatore della campagna elettorale dice di non ricordare. Si legge nell’articolo di Gerardo Ausiello:

A fornire spiegazioni, allora, dovranno essere i protagonisti e coloro che materialmente si sono occupati delle scartoffie.Come la capolista Lida Viganoni, che però non risponde al telefono, o come Giorgio Lanzaro, coordinatore del comitato elettorale di Valente: «Sono passati mesi – dice – non ricordo chi abbia materialmente consegnato la lista. Sui territori ci affidavamo ai coordinatori dei circoli che ci presentavano tante persone interessate. Non avevamo certo bisogno di trovare nomi per riempire le liste».

(Foto di copertina da Google Street View)

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