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Il primo raid Usa sotto la presidenza Trump, almeno 30 morti in Yemen

Almeno 14 sospetti membri di al Qaida e 16 civili sono stati uccisi oggi nella provincia di Bayda, nello Yemen centrale, durante il primo raid americano condotto sotto la presidenza di Donald Trump.

 

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PRIMO RAID USA PRESIDENZA TRUMP, ALMENO 30 MORTI IN YEMEN

A riferirlo sono fonti locali citate media occidentali. I civili morti nel primo raid Usa della presidenza Trump (contro i terroristi di al Qaida) sono 8 donne e 8 bambini – hanno aggiunto le fonti – precisando che nel corso del raid sono stati uccisi tre presunti alti membri di al Qaida. Elicotteri Apache hanno colpito una scuola, una moschea e infrastrutture sanitarie usate da al Qaida.

 

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Tra le 30 vittime del raid c’è anche la figlia di 8 anni di Anwar al-Awlaki, l’imam radicale americano-yemenita ed ex leader qaedista ucciso da un drone Usa nel 2011 in Yemen. A darne notizia è stato in un un tweet il direttore del centro di monitoraggio dei siti islamici Site, Rita Katz.

PRIMO RAID PRESIDENZA TRUMP, PRIMA VITTIMA USA

Nel raid è rimasto ucciso (in un aspro combattimento) anche un membro del commando Usa mentre altri tre sono rimasti feriti feriti. Si tratta della prima vittima americana da quando, nove giorni fa, il 20 gennaio, alla Casa Bianca si è insediato Trump, che ha promesso una campagna più aggressiva contro i gruppi di militanti nel mondo e che ieri ha dato il via libera all’operazione.

Secondo quanto riferito da una fonte militare americana citata dal New York Times, commandos del Team 6 dei Navy Seal hanno condotto un attacco di terra a sorpresa nella provincia di Bayda, attacco che è durato circa un’ora. Obiettivo dell’azione era un quartier generale del ramo yemenita di al Qaida nell’area, per attaccare il quale i vertici dell’antiterrorismo hanno ritenuto preferibile condurre un’operazione di guerra piuttosto che in raid aereo.

«Siamo profondamente rattristati per la perdita di uno dei nostri quattro membri delle forze di elite – ha commentato il generale Joseph Votel, capo del Centcom – I sacrifici sono molto grandi nella lotta contro i terroristi che minacciano di uccidere gente innocente nel mondo». Nel corso dell’operazione è stato registrato anche un ‘atterraggio duro’ per un aereo V-22 Osprey che era stato inviato per evacuare i feriti, distrutto dai militari per evitare che finisse in mani nemiche.

(Immagine da profilo Facebook di Donald Trump)