Hotel Rigopiano, è stata una dirigente della Prefettura a classificare l’allarme come «bufala»

di Redazione | 23/01/2017

Ora nella vicenda dell’allarme ignorato dopo la valanga che mercoledì scorso ha spazzato via l’Hotel Rigopiano di Farindola, sul Gran Sasso, c’è anche un nome. È quello di una dirigente della prefettura di Pescara che classificò l’Sos dopo la slavina come una «bufala», uno «scherzo». I carabinieri l’hanno identificata ieri.

 

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HOTEL RIGOPIANO, SOS IGNORATO DA UNA DIRIGENTE DELLA PREFETTURA

Non si tratta, dunque, di un impiegato di basso rango ad aver ignorato l’allarme dopo le prime chiamate, ma di una professionista attrezzata per gestire l’emergenza. Ne parla Paolo Mastri sul Messaggero:

Secondo i carabinieri, che ieri l’hanno identificata, la voce che al telefono respinge in modo sbrigativo la richiesta di soccorso di Quintino Marcella, «uno scherzo», «una bufala», non è quella di un impiegato di basso rango; a parlare è una professionista attrezzata per gestire un’emergenza come quella rappresentata, alle 18,20 di mercoledì scorso, dall’amico del sopravvissuto Giampiero Parete. E invece la risposta data a Marcella, che parla di un albergo crollato, con bambini e tanta gente sotto, è agghiacciante: «Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l’albergo, la notizia è stata smentita». È il primo punto di svolta dell’inchiesta e porta dritti al cuore della macchina dei soccorsi, la sala operativa della Protezione civile attivata dalla Prefettura di Pescara. Ne è perfettamente consapevole il prefetto Francesco Provolo, che dice: «Oltre alla telefonata in questione, sulla quale per correttezza non faccio commenti a indagine in corso, quel pomeriggio altre segnalazioni sul crollo di un albergo a Rigopiano sono state rimbalzate alla nostra sala operativa dal 118, e lo ricordo distintamente, e da altri centralini del soccorso pubblico, come ho potuto appurare in seguito. L’intervento, insomma, si è attivato rapidamente».

HOTEL RIGOPIANO, MAIL DEL DIRETTORE CON RICHIESTA DI SPAZZANEVE

Ma da chiarire non c’è solo la vicenda delle telefonate di allarme. Prima della tragedia, il direttore dell’Hotel Rigopiano inviò una mail certificata per chiedere l’intervento di uno spazzaneve. Il messaggio fu inviato alle 15.44, circa 2 ore prima che la valanga spazzasse via il resort sul Gran Sasso. «Il gasolio per alimentare il gruppo elettrogeno dovrebbe bastare fino a domani. I telefoni sono invece fuori servizio. I clienti sono terrorizzati dalle scosse sismiche e hanno deciso di restare all’aperto», raccontava il direttore a prefetto di Pescara, presidente della Provincia, comando di Polizia e sindaco di Farindola.