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Perché il ricorso sul contratto tra Raggi e la Casaleggio Associati non è valido e la sindaca è eleggibile

Virginia Raggi era eleggibile. Rigettato il ricorso sul contratto firmato prima delle elezioni dalla sindaca 5 stelle di Roma. In una istanza il legale ricorrente, Venerando Monello, chiedeva la dichiarazione di ineleggibilità della prima cittadina e la nullità del contratto privato sottoscritto da lei con la Casaleggio associati, il cosiddetto Codice di comportamento per i candidati eletti del Movimento 5 stelle. La decisione è stata presa dal giudice della I sezione del tribunale civile.

Illuminante il post di Davide Casaleggio su Facebook:

“Lo dico chiaramente: non esiste alcun contratto tra il Sindaco di Roma, Virginia Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse. Il contratto che per mesi in tanti hanno citato e pubblicato non è stato nemmeno letto. Nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle”

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CONTRATTO RAGGI-CASALEGGIO: LE CAUSE DEL RIGETTO

«Le ragioni del rigetto sono molteplici – ha commentato l’avvocato del Movimento 5 Stelle, Paolo Morricone ad Adnkronos – in primis il tribunale ha rilevato che la sottoscrizione del contratto non rientra tra i casi di ineleggibilità previsti dalla legge, esattamente come avevamo prospettato nella nostra memoria difensiva e come avevano detto anche il difensore della Raggi, Ervin Rupnik, e di Davide Casaleggio, Pier Paolo Polese». «Per quanto riguarda la nullità del contratto – prosegue – il Tribunale dice che tale domanda non rientra in questo particolare tipo di azione di cui al d. lgs n. 267/2000, e inoltre non è titolare il ricorrente di un interesse ad agire. Proprio come avevano prospettato le difese, del Movimento e di Roma Capitale».