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Ue, inviata all’Italia la lettera che chiede di aggiustare i conti (operazione da 3,4 miliardi)

La Commissione Ue ha inviato all’Italia la lettera con la richiesta di aggiustamento dei conti (del deficit strutturale): lo ha detto il portavoce della Commissione Margaritis Schinas al termine del collegio dei commissari a Strasburgo. «Posso confermare che la lettera è stata inviata», ha detto, spiegando che la missiva «fa parte del dialogo in corso a tutti i livelli», ed «è in quel senso che va letta».

 

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LETTERA UE SU AGGIUSTAMENTO CONTI PER SCOSTAMENTO DI 0,2 PUNTI DI PIL

Fonti del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno fatto sapere che la lettera inviata dalla Commissione Ue all’Italia sull’aggiustamento dei conti è all’attenzione del Mef, che la stanno valutando. Le stesse fonti del Ministero affermano: «Lo scostamento che secondo la Commissione andrebbe corretto è stimato in due decimi di punto di Pil. Siamo in contatto con la Commissione e nei prossimi giorni faremo le valutazioni del caso. Se, come e quando intervenire verrà deciso dal Governo nei prossimi giorni».

Più nel dettaglio, la Commissione Ue con la lettera avverte l’Italia che «misure di bilancio aggiuntive pari a uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del Pil potrebbero essere necessarie per ridurre il divario per il pieno rispetto nel 2017» degli impegni di riduzione del debito previsti dal Patto di stabilità e crescita. In questo modo si può «evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo per il mancato rispetto con la regola del debito basata sui dati del 2015». Si tratterebbe dunque di una manovra di circa 3,4 miliardi. Nella stessa lettera l’Ue da tempo all’Italia per avere una risposta «entro l’ultima data utile per le previsioni economiche invernali della Commissione, fissata per il primo febbraio». La risposta, sollecitata dall’Ue, dovrà essere «pubblica» e «comprendere un pacchetto sufficientemente dettagliato di impegni specifici e un calendario chiaro per una loro adozione legale rapida».

LETTERA UE SU AGGIUSTAMENTO CONTI DOPO NEGOZIATO ROMA-BRUXELLES

Prima dell’invio della lettera Ue con richiesta di aggiustare i conti pubblici era cominciato un negoziato tra Roma e Bruxelles, ritenuto importante per determinare il tono della lettera della Commissione. Nel corso del negoziato le due parti hanno trattando su cifre e tempi, con il governo italiano a spingere per evitare l’obbligo di presentare misure entro il primo febbraio (giorno in cui saranno pubblicate le nuove previsioni sull’andamento dei conti dei Paesi dell’Eurozona). Bruxelles vuole la certezza che l’Italia assuma impegni al più presto, per poter poi pubblicare l’atteso rapporto sul debito senza il rischio che metta in luce uno scostamento troppo elevato dagli impegni di aggiustamento.

La vicenda della lettera Ue all’Italia sul deficit ha ovviamente innescato anche aspre reazioni politiche. In un tweet il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta ha scritto: «Lettera Commissione Ue non è questione privata governo Gentiloni. Padoan venga in Parlamento a informare Paese».

 

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