Stefano Cucchi, tre carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

di Redazione | 17/01/2017

Vincenzo Nicolardi

Tre carabinieri sono stati accusati di omicidio preterintenzionale a chiusura dell’inchiesta bis della procura di Roma sulla morte di Stefano Cucchi. La morte del giovane romano sarebbe stata favorita dagli schiaffi, dai pugni e dai calci subiti durante il pestaggio seguito al suo arresto.

TRE CARABINIERI ACCUSATI DI OMICIDIO PRETERINTENZIONALE PER LA MORTE DI STEFANO CUCCHI

L’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi condotta dal procuratore della repubblica Giuseppe Pignatone e dal sostituto Giovanni Musaro ha contestato ad Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco il reato di omicidio preterintenzionale. I tre carabinieri, all’epoca in servizio nella caserma Appio Claudio di Roma, avrebbero secondo i magistrati capitolini colpito ripetutamente Stefano Cucchi, fermato per possesso di droga. Le botte avrebbero provocato una rovinosa caduta con impatto al suolo in regione sacrale che ha determinato la morte del giovane romano, unitamente alla condotta omissiva dei sanitari che hanno prestato primo soccorso a Cucchi.

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IL MESSAGGIO DI ILARIA CUCCHI SU FACEBOOK

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi, ha scritto un post sulla sua pagina Facebook a commento della chiusura dell’indagine.
Stefano Cucchi omicidio carabinieri

I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso. Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia. Ma devo dire grazie soprattutto a questa persona.

L’INCHIESTA BIS SULLA MORTE DI STEFANO CUCCHI

Stefano Cucchi è morto il 22 ottobre del 2009. Il giovane romano era stato arrestato in possesso di droga la sera del 15 ottobre a Roma. La mattina successiva all’arresto Stefano Cucchi mostrava evidenti ematomi nel processo per direttissima che ne aveva convalidato l’arresto. In seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute Cucchi è stato trasferito in due ospedali è morto, prima al Fatebenefratelli, e poi al Sandro Pertini dove è deceduto. Durante il primo ricovero gli erano stati riscontrati lesioni ed ecchimosi alle gambe e al viso, frattura della mascella, emorragia alla vescica, lesioni al torace e due fratture alla colonna vertebrale. Sulla morte di Stefano Cucchi si sono svolti diversi processi: i medici del Sandro Pertini sono stati assolti, così come le guardie carcerarie. La fine dell’inchiesta bis ha portato all’accusa di omicidio preterintenzionale e abuso di autorità di 3 carabinieri. Uno di loro risponde anche all’accusa di falso nella compilazione del verbale insieme al maresciallo Roberto Mandolini, all’epoca dei fatti a capo della stazione Appia. Accuse anche di calunnia per aver addossato le responsabilità delle violenze su Cucchi alle guardie carcerarie.