Napoli, clan della camorra utilizzava bambini (alcuni di soli 10 anni) per confezionare droga

di Redazione | 17/01/2017

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La  camorra utilizzava bambini per confezionare dosi di cocaina o per consegnarle. Altri minori coinvolti, insieme con numerose donne, facvano estorsioni ai pusher e a un ristoratore. È lo spaccato che emerge da un’indagine dei carabinieri, coordinati dalla Dda di Napoli, che hanno eseguito stamane un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 45 persone contro il clan Elia (un gruppo criminale che controlla gli affari illeciti nel centro di Napoli dalla zona del Pallonetto a Santa Lucia, tra piazza del Plebiscito e via Santa Lucia, a ridosso del lungomare, del Borgo Marinari e di via Partenope).

Un ristoratore era costretto dai capi clan a regalie e il pizzo era imposto anche ai gestori delle piazze di spaccio. Le 45 persone sono ritenute a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio di droga, estorsioni e detenzione e porto illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori hanno anche ricostruito l’organigramma del clan camorristico degli Elia.

 

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NAPOLI, BAMBINI CONFEZIONAVANO DROGA

Durante l’attività investigativa che ha portato al blitz di stamattina i carabinieri hanno anche ripreso, con una microcamera installata nella zona del Pallonetto di Santa Lucia, una ‘stesa’, lo scorso 3 luglio. Nel video si vedono sei giovani, a bordo di scooter, mentre sparano numerosi colpi d’arma da fuoco in strada, a scopo intimidatorio.

Per quanto riguarda invece i bambini coinvolti nel confezionamento delle sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), alcuni anche di appena 10 anni, è emerso che sono tutti appartenenti ai nuclei familiari degli spacciatori. nell’operazione sono state prese anche 17 donne, alcune delle quali gestivano le piazze di spaccio. Sequestrate numerose dosi di dosi di droga e anche armi, tra cui una mitraglietta.

Nelle indagini è stato anche scoperto che numerosi tassisti acquistavano dosi di sostanza stupefacente che usavano per fini personali ma anche per rivederle ai clienti. I capi del clan, i fratelli Ciro e Antonio Elia, anche loro tra i destinatari delle misure cautelari, si recavano a mangiare senza pagare da un noto ristoratore del Borgo Marinari di Napoli vittima delle estorsioni.

(Foto generica da Pixabay.com)

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