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Gessica Notaro, sfregiata con l’acido: l’ennesima tragedia annunciata

Un’altra donna sfregiata, l’ennesima. Un’altra giovane punita perché colpevole di aver lasciato il proprio compagno. L’ultimo caso di cronaca ci porta in Emilia-Romagna, a Rimini; la vittima di turno si chiama Gessica Notaro, una bellissima ragazza di 28 anni. Di lei sappiamo che è stata eletta miss Romagna nel 2007, che fa la modella e ama gli animali. Sappiamo anche che aveva già denunciato per molestie il suo presunto aggressore, l’ex fidanzato. Secondo quanto dichiarato dalla donna, è lui che martedì sera l’ha attesa sotto casa e poi l’ha sfregiata con l’acido. Gessica, che è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale di Cesena, rischia ora di perdere la vista; ha ustioni profonde al capo, al volto, all’anca e alla gamba destra.

 

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IL CASO DI LUCIA ANNIBALI

L’episodio richiama alla memoria il drammatico caso di Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro, sfregiata con l’acido il 6 aprile del 2013 da due sicari pagati dall’ex fidanzato, Luca Varani, che non accettava di esser stato lasciato. La stessa motivazione che sembra essere alla base dell’aggressione avvenuta solo pochi giorni fa a Messina, dove una 22enne è stata cosparsa di benzina dall’ex convivente, attualmente accusato di tentato omicidio. Quello di Rimini, insomma, è solo l’ultimo di una lunghissima serie di casi di violenza contro le donne, registrati in ogni angolo del paese. Sicuramente, il più spregievole per le sue modalità: punire con la deturpazione del volto, quasi un tentativo di cancellare l’identità stessa della donna ritenuta “colpevole”.

STRAGE DI DONNE

I dati, ancora parziali, relativi al 2016, parlano di una vera e propria strage: 116 donne uccise (nei primi undici mesi dell’anno appena cocnluso), in pratica, una ogni tre giorni. Nella quasi totalità dei casi, gli aggressori sono partner, ex fidanzati, mariti e il luogo del crimine è rappresentato sempre dalle mura domestiche. Negli ultimi dieci anni, stando ai dati dell’Eures (l’Istituto di ricerche economiche e sociali), le donne uccise in Italia sono state 1.740: il 71,9% in famiglia, il 67,6% all’interno della coppia e il 26,5% per mano di un ex.

OLTRE IL FEMMINICIDIO

E cosa è cambiato negli ultimi anni? Qualcosa sicuramente si è mosso: è arrivata una legge ad hoc sul femminicidio, sono raddoppiati i centri anti-violenza e sono aumentate le denunce. Ma i dati terribili sono continuati ad arrivare, puntali, ogni anno. Così come prosegue, regolare, la conta delle vittime, ogni tre giorni, appunto. In altre parole, aver aumentato le tutele alle donne e le pene agli aggressori, ha rappresentato solo un piccolo passo avanti. La realtà è che siamo ancora anni luce dalla soluzione di una piaga che va ben oltre il femminicidio e che non riguarda solo le donne, ma la società intera e come cambiarla. Perché la cronaca di morti annunciate continuerà se non si affronta, una volta per tutte, il problema culturale, oltre che criminale, ponendo senza pregiudizi al centro del dibattito il tema più importante, quello della prevenzione.

(Immagine da Pixabay.com)