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Tre delusi dal Movimento 5 stelle impugnano il nuovo regolamento sulle espulsioni. Grillo trascinato in tribunale

Nuova saga nel capitolo tra ex del Movimento 5 stelle e Beppe Grillo. Dopo la battaglia degli espulsi che ha portato Beppe Grillo e i vertici del Movimento a dotarsi di nuove regole, riparte l’offensiva di chi da quel Movimento era stato fatto fuori, poi reintegrato grazie alle istanze dei Tribunali che, prima a Roma e poi a Napoli, hanno fatto cadere le regole grilline come un castello di carte. Tre 5 Stelle delusi -tra questi il professore accusato di negazionismo e poi assolto Antonio Caracciolo, attaccato da Grillo in persona nel corso di un suo show- hanno impugnato le nuove regole M5S, guidati dall’avvocato Lorenzo Borrè che finora ha portato avanti tutte le cause contro il Movimento. Nel testo, che sarà presentato domani al Tribunale di Roma e in possesso dell’Adnkronos, si sostiene “la nullità, o in subordine l’annullabilità“, di Regolamento, Non Statuto e codice etico, ovvero tutti quei documenti che costituiscono l’ossatura del M5S.

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COSA RECITA L’ESPOSTO DEGLI EX M5S CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO

Tra le motivazioni presentate dai ricorrenti, innanzitutto la violazione dell’articolo 36, 21 e 23 del codice civile “per inesistenza di delibera assembleare“. Secondo  la legge, viene ricordato nell’esposto, “occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti”, mentre alle votazioni sul blog per dare il via libera a nuovo regolamento e non statuto “ha partecipato il 67% degli iscritti“. Per i ricorrenti “le modalità imposte da Beppe Grillo rappresentano invece un mero simulacro di partecipazione democratica che oblitera qualsiasi possibilità di effettiva formazione della volontà interattiva degli iscritti e, in primo luogo, quella funzione di indirizzo decisionale che compete agli associati a norma dello Statuto e che rappresenta il cuore dell’idea associativa“. Ma Borré, nell’atto di impugnazione delle nuove regole grilline, tira in ballo anche “la distorsione informativa circa le finalità di votazione”, nonché il fatto che dal voto siano stati “arbitrariamente esclusi gli associati iscritti tra il 1.1.2016 e il 25.9.2016“.

L’ESPOSTO DEGLI EX M5S CONTRO IL NUOVO REGOLAMENTO: IL DANNO DI IMMAGINE

Per i ricorrenti, Regolamento e Non Statuto andrebbero annullati anche perché non si consentiva agli iscritti “di individuare quale fosse il testo del regolamento che avrebbe dovuto integrare lo Statuto”, di conseguenza “l’approvazione di tale modifica si è illegittimamente risolta nella votazione di una norma in bianco”. Quanto alle condotte che abbiano provocato lesione all’immagine o perdita di consensi per il M5S, richiamate nelle nuove regole tra i motivi suscettibili di sanzioni, i ricorrenti si appellano all'”indimostrabilità oggettiva” di tale formula. Infine, nell’esposto si mette in discussione anche la validità del codice etico M5S approvato la scorsa settimana e che tanto ha fatto discutere, dentro e fuori il Movimento. “E già stato adottato un ulteriore regolamento (cosiddetto ‘codice etico’) – si legge infatti nelle carte – con il voto di un numero di votanti inferiore al quorum di un terzo degli iscritti, regolamento che si inquadra come una vera e propria appendice dello Statuto, in quanto introduce una serie di obblighi in capo agli associati e di poteri in capo a organismi ristretti (Garante del Movimento, carica non prevista dallo Statuto, Collegio dei Probiviri, Comitato d’appello e …. Gestore del Blog!) che competono invece all’assemblea“.