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Consulta: arriva il no al referendum sull’articolo 18

Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore. Noi avevamo già anticipato le sorti del referendum sentendo, tempo fa, il parere del giuslavorista Claudio Morpurgo. Ammessi i quesiti sulla eliminazione dei voucher e quello relativo alla responsabilità solidale negli appalti. “Chiederemo tutti i giorni al governo di fissare la data del voto. Solo così i cittadini potranno farsi una opinione sui referendum”, ha dichiarato la segretaria della Cgil Susanna Camusso. “Non è un giudizio della Consulta che fermerà la battaglia sulle questioni del lavoro perchè non c’è libertà nel lavoro senza diritti”.

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REFERENDUM JOBS ACT: BOCCIATO UNO DEI TRE QUESITI

Una ulteriore conferma sulla presunta inammissibilità del quesito sull’articolo 18 c’era anche nelle memorie depositate, per conto della presidenza del consiglio, dall’avvocatura dello stato, secondo cui il testo avrebbe «carattere surrettiziamente propositivo e manipolativo” e per questo «si palesa inammissibile».  Le motivazioni della decisione presa oggi saranno rese note con il deposito delle sentenze – una per ciascuno dei tre quesiti vagliati nella camera di consiglio di oggi, durata circa due ore e mezza – che, secondo quanto prevede la legge, deve avvenire entro il 10 febbraio.