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M5S, dopo il No dei liberali dell’Alde Davide Casaleggio finisce sotto accusa

È Davide Casaleggio ad essere considerato all’interno del Movimento 5 Stelle il maggior responsabile del fallimento dell’operazione politica che avrebbe dovuto portare il partito anti-establishment ad aderire al parlamento europeo al gruppo di liberali filoeuropeisti dell’Alde. Lo racconta oggi Carmelo Lopapa su Repubblica.

 

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M5S, DAVIDE CASALEGGIO SOTTO ACCUSA

A Roma le pattuglie di parlamentari puntano il dito contro il figlio del cofondatore del M5S. Il sospetto è che dietro la svolta guidata da Casaleggio jr ci siano logiche prettamente aziendali:

Viene ritenuto lui, ancor prima del leader, il vero regista del blitz. Le ragioni tutte da esplorare, alla luce di quanto sta emergendo in queste ore. Già, perché a precipitarsi a Bruxelles in mattinata mentre è corso il referendum in Italia è proprio l’erede della Casaleggio Associati, affiancato dal fedelissimo David Borrelli, non a caso plenipotenziario dell’eurodelegazione M5S. Grillo, pur annunciato, non arriva. Si collegherà solo in videoconferenza con gli europarlamentari nel pomeriggio, prima della doccia fredda dei liberali. Davide invece è presente, eccome. E i bene informati nella stessa truppa grillina europea fanno notare ora come balli in Parlamento un articolato “pacchetto digitale”, già varato dalla Commissione e presto all’esame dell’Aula: una grande torta sullo sviluppo dell’universo web in Europa che, a sentire gli esperti, oltre a disciplinarlo, muoverebbe nel prossimo decennio ingenti finanziamenti.

E ci sono sospetti proprio su quella grande torta del digitale:

Ecco, il sospetto che sta mandando ancor più in fibrillazione il Movimento a Roma è quello che un quotato dirigente dell’area “ortodossa” confida dietro anonimato: «Abbiamo fatto una figura barbina continentale e non vorremmo scoprire che dietro non ci siano ragioni politiche ma, come dire, aziendali».

Ma anche Beppe Grillo ha i suoi nodi da sciogliere. Dopo il No dei liberali dell’Alde l’ex comico genovese tenterà probabilmente il passo indietro verso gli euroscettici dell’Efdd, a chiedere scusa al leader dell’Ukip Nigel Farage. Intanto i 17 europarlamentari sono alle prese con una grana da quasi 700mila euro. Senza un accordo con un gruppo perderanno i 40mila euro ciascuno l’anno che il Parlamento europeo gli garantisce.

(Immagine: screenshot da Beppegrillo.it)