Golden Globe, ‘La La Land’ è film da record: 7 premi su 7 nomination. E Meryl Streep attacca Trump

di Redazione | 09/01/2017

Il film ‘La La Land’ ha dominato la 74esima edizione dei Golden Globe vincendo sette premi su sette nomination, tra cui miglior commedia e miglior regista, con il giovane Damien Chazelle. Sono stati premiati anche i due attori protagonisti del musical, Emma Stone (migliore attrice in una commedia o musical) e Ryan Gosling (miglior attore protagonista di una commedia o musical). Ottenuti anche i riconoscimenti per il migliore sceneggiatore, sempre Chazelle, migliore colonna sonora, di Justin Hurwitz, e migliore canzone originale, City of Stars.

LA LA LAND, FILM DA RECORD AI GOLDEN GLOBE

Insomma, è stato battuto ogni record. ‘La La Land’ è il film che ha vinto piu’ premi nella storia dei Golden Globe, confermando la passione dei giornalisti dell’Hollywood Foreign Press Association per i musical, fin da quella prima edizione, del 1952, quando a vincere fu Un americano a Parigi di Vincente Minnelli. Come miglior film drammatico è stato scelto ‘Moonlight’ di Barry Jenkins, miglior attrice drammatica Isabelle Huppert per ‘Elle’, miglior attore drammatico Casey Affleck per ‘Manchester by the Sea’, miglior film straniero ‘Elle’ del francese Paul Verhoeven.

 GOLDEN GLOBE, MERYL STREEP CONTRO DONALD TRUMP

Uno dei momenti clou della serata è stato l’attacco della regina di Hollywood, Meryl Streep, che ricevendo il premio alla carriera ha sferrato un forte attacco al presidente eletto Donald Trump, pur senza mai citarlo apertamente. L’attrice tre volte premio Oscar ha detto che la performance più straziante dell’anno è stata «quando la persona che chiede di sedersi sullo scranno più rispettato del nostro Paese ha preso in giro un giornalista disabile». «Ancora non riesco a cancellarlo dalla mia testa perché non era in un film. Era la vita reale», ha accusato Meryl Streep. E non è stato l’unico attacco politico: il presentatore della serata, l’attore e conduttore televisivo Jimmy Fallon, ha aperto La cerimonia di tre ore definendola «uno dei pochi luoghi in cui l’America onora ancora il voto popolare», una frecciata alla vittoria di Trump, a dispetto del voto popolare a favore di Hillary Clinton.