Beppe Grillo e il M5S lasciano l’Ukip di Farage

di Redazione | 09/01/2017

m5s liberali

Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle lasciano il gruppo degli euroscettici dell’Ukip al Parlamento europeo e cercano un’intesa con i liberali filoeuropeisti dell’Alde per ottenere più fondi e qualche poltrona. Lo spiega oggi su Repubblica un articolo di retroscena firmato da Annalisa Cuzzocrea. La scelta dei vertici pentastellati di non avvertire gli eurodeputati della svolta sarebbe stata fatta per evitare fughe di notizie.

 

LEGGI ANCHE > Dal no ai vaccini al microchip sottopelle: le peggiori bufale (e gaffe) scientifiche di Grillo e M5S

 

BEPPE GRILLO E IL M5S LASCIANO L’UKIP E CERCANO L’INTESA CON I LIBERALI

Nel M5S tutti erano al corrente delle trattative per lasciare l’attuale gruppo parlamentare a Strasburgo (l’Efdd, Europa della Libertà e della Democrazia Diretta), partite già a settembre. Ma nessuno era a conoscenza della volontà di Grillo di cancellare in un solo colpo il programma elettorale del 2014 e mettere in atto una vera svolta moderata. La mossa di dire addio all’Ukip sarebbe stata decisa a tavolino nella sede Associati da tre persone:

La mossa di lasciare il partito euroscettico di Nigel Farage e cercare un’intesa con i liberali filoeuropeisti di Guy Verhofstadt è stata decisa a tavolino nella sede della Casaleggio Associati. E a farlo sono state tre persone: Davide Casaleggio e Beppe Grillo, ovviamente (che oggi saranno a Bruxelles). Insieme all’unico europarlamentare che fino a ieri ne era a conoscenza, David Borrelli, triumviro – insieme a Casaleggio e Max Bugani – dell’associazione Rousseau. La struttura che dalla morte di Gianroberto Casaleggio gestisce il cuore pulsante dei 5 stelle: la piattaforma software e il crowdfunding.
È una mossa strategica che porterà al Movimento più fondi e peso all’interno del Parlamento europeo. O anche – malignano a Bruxelles – una vicepresidenza per la quale starebbe studiando l’eurodeputato romano Fabio Massimo Castaldo. Ma è soprattutto una decisione che sposta i 5 stelle dallo scacchiere dei movimenti di protesta a quello di chi si prepara a governare e cerca convergenze con mondi finora combattuti.

VOTAZIONE ONLINE

I militanti del Movimento 5 Stelle sceglieranno la collocazione dei loro eurodeputati al parlamento Europeo con una votazione online di un giorno, dalle 10 alle 19 di domenica 8 gennaio e dalle 10 alle 12 di lunedì 9 gennaio. Beppe Grillo ha annunciato la consultazione a sorpresa, sul suo blog. «Alde – ha scritto l’ex comico chiedendo di decidere il futuro in Ue del Movimento – conta 68 eurodeputati e con la presenza del M5S diventerebbe la terza forza al Parlamento europeo». Il Movimento – ha spiegato Grllo – potrebbe «acquisire un peso specifico nelle scelte che si prendono. Significa di rappresentare l’ago della bilancia: con il nostro voto potremo fare la differenza e incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l’establishment europeo. Non rinneghiamo le scelte del passato», ma «affrontare nuove sfide con maggiore determinazione».

PARLAMENTARI DIVISI

La scelta di Grillo non è affatto piaciuta ad una parte della base M5S e di parlamentari. «Decidete se meglio soli o male accompagnati e un po’ ipocriti», ha scritto il deputato Carlo Sibilia su Facebook. «La decisione del voto di oggi è stata presa all’oscuro di tutti gli eurodeputati. Detto questo, per noi un gruppo vale l’altro, finché manteniamo la nostra autonomia di voto», ha scritto invece sul suo profilo l’eurodeputato Marco Affronte. Che ha poi detto di aver votato per la permanenza dell’Efdd, «soprattutto per le modalità con cui si è arrivati a questa votazione». Di diversa opinione, invece, il deputato Danilo Toninelli. “Ai detrattori M5S dico che in Alde avremo nostra autonomia e comunque votiamo se entrarvi. «Elettori Pd hanno forse votato per entrare nel Pse?», ha twittato difendendo la proposta di aderire al gruppo Alde.

(Foto: REUTERS / Max Rossi)