Codice di comportamento M5S. La base si scopre garantista: il 91 per cento vota sì

di Stefania Carboni | 03/01/2017

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Aggiornamento: 40.954 iscritti hanno partecipato alla votazione sul Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie che è stato ratificato con il voto favorevole del 91% dei partecipanti, pari a 37.360 iscritti. Dato curioso: gli iscritti hanno votato di più  il programma Energia con 40.977 favorevoli allo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili.

Avere un avviso di garanzia non comporta automaticamente le dimissioni dal Movimento. Il codice di comportamento M5S oggi sarà votato on line dagli iscritti 5 Stelle. Nuove regole, che danno più potere al Collegio e Beppe Grillo secondo l’introduzione della “presunzione di gravità”. Articoli che lasciano la base un po’ divisa.

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IL CODICE COMPORTAMENTO M5S AL VOTO: I SI SEMBRANO PREVALERE SUI NO

Annuncia infatti un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo:

“Oggi si tengono due votazioni su Rousseau aperte a tutti gli iscritti del MoVimento 5 Stelle entro il primo luglio 2016 con documento certificato. La prima e’ quella sul programma Energia del MoVimento 5 Stelle. Il quesito di oggi è ‘Sei d’accordo con lo stop di importazione dell’energia nucleare durante l’arco della legislatura di governo del M5S?’. La seconda è sulla ratifica del ‘Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie’. Le votazioni rimarranno aperte fino alle 19”

Ed ora sulla base del regolamento, Pizzarotti rientra nel Movimento. A Roma invece non deve cambiare alcunchè: nessun ritorno al passato“, commenta sotto il post Guido da Merano. In tanti pensano che questo sia un codice salva Raggi in quanto risolverebbe situazioni complicate in caso di avviso di garanzia per la sindaca a causa delle nomine fatte in Campidoglio. “Bene un codice di comportamento scritto. Bene un codice che non costringa alle dimissioni qualcuno solo perché è indagato“, aggiunge Stefano. In tanti, sul blog, spiegano di aver votato sì. Voce fuori dal coro Gianluca: “Ho votato no per il codice etico. Lo trovo pericolosamente ancora troppo vago. Penso che il punto critico di questo movimento sia quello di lasciare troppa libertà e arbitrarietà ad unica persona“. Con la “presunzione di gravità” infatti il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza o meno di un procedimento penale.
Un potere troppo forte che qualche iscritto ha notato. Qualcuno, appunto.

(foto Facebook Beppe Grillo)