voto codice comportamento m5s
|

Il codice di comportamento M5S che salva dagli avvisi di garanzia

Oggi sul blog di Beppe Grillo è stato lanciato il “Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie“. Un codice che sostanzialmente lascia libertà massima al collegio dei Probiviri e a Beppe stesso.
Domani sarà votato online a partire dalle 10 per essere ratificato. Potranno votare tutti gli iscritti al sistema Rousseau entro il primo luglio 2016 con documento certificato.

CODICE DI COMPORTAMENTO M5S: GRILLO E PROBIVIRI LIBERI DI GIUDICARE

All’articolo 2 si specifica come il Collegio o grillo stesso valuteranno in “totale autonomia”. La condotta sanzionabile – spiega l’articolo – può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.

Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del Movimento5stelle, compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. Il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.

Ciò significa che, a discrezione di pochi, un indagato appartenente al Movimento 5 stelle può salvarsi o può esser sanzionato indipendentemente dal fatto che sia rinviato a giudizio o meno.

CODICE DI COMPORTAMENTO M5S: L’ARTICOLO CHE SALVA DALL’AVVISO DI GARANZIA

In qualsiasi fase del procedimento penale, il portavoce può decidere, a tutela dell’immagine del MoVimento 5 Stelle, di auto-sospendersi. La parte più interessante del regolamento è quella relativa alla “presunzione di gravità”
Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello – spiega – in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale.

Incompatibile, ad esempio, è la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo «eccettuate le ipotesi indicate all’ultimo comma».

A tal fine, sono equiparate alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio. E’ invece rimessa all’apprezzamento discrezionale del Garante, del Collegio dei Probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello la valutazione di gravità ai fini disciplinari di pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione.

E qui c’è il passaggio che di fatto salva per ora Virginia Raggi nel caso in cui la sindaca di Roma riceva nelle prossime settimane un avviso di garanzia in merito alle nomine in Campidoglio:

La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5.

Sempre a discrezione del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello la valutazione della gravità di fatti che configurano i cosiddetti reati d’opinione ipotesi di reato.

LEGGI ANCHE: Perché i 5 stelle dicono no alla norma Pd che cancella i vitalizi dei parlamentari

IN UNA GIUNTA M5S ANCHE GLI ASSESSORI DEVONO SEGUIRE IL CODICE DI COMPORTAMENTO M5S

Lo indica l’articolo 6:

Ogni sindaco e presidente di regione eletto nelle liste del MoVimento 5 Stelle è tenuto a far rispettare il presente codice etico ai componenti delle proprie giunte, anche se gli assessori non risultano iscritti e/o eletti nel MoVimento 5 Stelle.

(in copertina foto Beppe Grillo Fb)