Grumo Appula, salta la messa in onore del boss Rocco Sollecito

di Redazione | 26/12/2016

messa in onore del boss

Salta la messa dedicata al boss a Grumo Appula, paese di 13 mila abitanti nel barese. Il divieto di celebrare la funzione è arrivato direttamente dall’arcivescovo di Bari mons. Francesco Cacucci. A scatenare le polemiche era stato il manifesto di don Michele Delle Foglie che invitava i fedeli a partecipare al rito in ricordo di Rocco Sollecito, ucciso in Canada a maggio scorso.
L’uomo, detto “Sauce” era un esponente della ‘ndrangheta pugliese in Canada, ucciso in un agguato lo scorso 28 maggio a Montreal (all’interno di una lotta tra mafia e ‘ndrangheta).

 

messa in onore del boss
(Immagine: screenshot da Repubblica.it)

 

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GRUMO APPULA, IL PARROCO ANNUNCIA LA MESSA PER IL BOSS

La messa era prevista per martedì 27 dicembre, alle 18.30, nella chiesa madre di Grumo. Lo racconta Giuliano Foschini su Repubblica:

Il Questore di Bari, vista la caratura criminale, vietò nel giugno scorso i funerali a Grumo, obbligandoli a celebrarli all’alba. Una decisione che fece infuriare don Michele che mandò una lettera di fuoco proprio al questore e anche all’arcivescovo.

Ora, ci riprova: «Il parroco – si legge nei manifesti attaccati in città – spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto». «Al momento della morte di Sollecito – spiega a Repubblica don Michele – promisi loro che se fossero venuti in Puglia avrei celebrato una messa. Io ho il dovere di celebrare come pastore, non devono dire gli altri quando devo celebrare: le messe non onorano ma ricordano. Io sono un parroco di tutti quanti dei peccatori, mia nonna faceva celebrare le messe per tutti quanti. Questo signore è uno come tanti».

Il Fatto Quotidiano, intanto, su Rocco Sollecito e l’uccisione del maggio scorso ricorda:

Il suo omicidio rappresentò un nuovo duro colpo per una delle famiglie mafiose del clan Rizzuto, ritenuto dagli investigatori d’oltreoceano tra i più potenti del paese nordamericano.

(Immagine di copertina: foto geenrica da L’OSSERVATORE ROMANO – Servizio Fotografico)