Donald Trump, le cinque cose peggiori fatte prima dell’inaugurazione

di Andrea Mollica | 25/12/2016

Donald Trump diventerà il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio. Dopo la sua vittoria alle presidenziali 2016 Trump ha già preso numerose posizioni, alcune particolarmente criticabili. Ecco quali sono a nostro giudizio le cinque decisioni peggiori prese da Donald Trum come presidente non ancora entrato in carica.

  • 1. Gli attacchi ai media su Twitter
    Donald Trump utilizza il suo social media preferito, Twitter, in modo simile al periodo in cui era un candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Preferire una comunicazione non tradizionale non è un male in sé, visto che evidentemente Trump preferisce dialogare direttamente con l’opinione pubblica via Facebook e Twitter, evitando la più classica routine delle conferenze stampa.donald-trump-decisioni-twitter-snl
    In queste prime settimane da presidente ancora in carica Donald Trump ha spesso attaccato i media: ha definito in via di fallimento il New York Times, ha accusato CNN per il suo marcato appoggio a Hillary Clinton, e se le è presa perfino con il Saturday Night Live.
  • 2. Le elezioni irregolari
    Donald Trump ha scritto diversi tweet assai criticabili. Colpito evidentemente dall’ampio vantaggio di Hillary Clinton nel voto popolare – quasi 3 milioni di voti in più di lui, che nel 2012 aveva definito il Collegio elettorale un disastro – Trump ha affermato che avrebbe vinto anche in questa metrica se non ci fossero stati milioni di voti irregolari.donald-trump-decisioni-twitter-elezioniUn’accusa gravissima, visto che ha parlato di un’alterazione sistematica delle presidenziali americane, ovviamente infondata, dato che nessun indizio di brogli o frodi è emerso e neanche è stato mai citato da Trump.
  • 3. Conflitto di interessi
    Donald Trump ha un problema enorme, il conflitto di interesse tra il suo ruolo di presidente e la sua attività imprenditoriale. Il miliardario e immobiliarista finora non ha dato rilevanti indicazioni sulla volontà di risolverlo: al contrario, sono emersi casi in cui alcune delle sue società abbiano sfruttato il suo nuovo ruolo di presidente. La normativa federale vieta a chi occupa incarichi nell’amministrazione di aver conflitti di interesse col proprio incarico governativo, ma Trump contesta che ciò valga anche per il capo dell’esecutivo.Una clausola della Costituzione vieta inoltre che il presidente possa ricevere regali da Paesi stranieri. Benchè sia giuridicamente opaco, ciò potrebbe verificarsi in caso di favori alle società di Trump nei tanti Paesi esteri dove sono presenti.
  • 4. Riavvio dell’armamento nucleare
    In materia di politica estera Donald Trump ha preso posizioni sfumate, con due sole eccezioni. La prima è una piuttosto aperta sfida alla Cina, temperata dall’esplicita volontà di riavvicinarsi alla Russia. In Medio-Oriente così come sullo scenario globale Trump sembra voler favorire il ritorno a un duopolio delle due maggiori potenze nucleari. A questo scopo il presidente si è detto favorevole al riavvio dell’armamento atomico, così cancellando la strategia di riduzione delle testate nucleari perseguita da Obama.
  • 5. La fine della lotta al riscaldamento globale
    Le nomine dell’Amministrazione Trump sono molto indicative su quale sarà una delle priorità: la fine della lotta al riscaldamento globale. Dal Ceo di Exxon-Mobil come segretario di Stato, all’ex governatore del Texas Rick Perry come segretario all’Energia, la squadra del nuovo presidente è compatta nel contrato alle politiche ambientaliste di Obama. Una scelta chiarita anche dal repubblicano scelto per guidare l’Epa, l’agenzia federale che tutela l’ambiente.

Foto copertina: Vicki Diaddezio/The Photo Access via ZUMA Wire