Attentato Berlino, in Germania caccia a possibili complici di Anis Amri. In Tunisia arrestato il nipote

di Redazione | 25/12/2016

Anis Amri

Domenica 25 dicembre.

Nella giornata di ieri dall’ospedale San Gerardo di Monza è stato dimesso l’agente di Polizia Christian Movio, il 36 enne rimasto ferito nella sparatoria con l’attenatore di Berlino Anis Amri nella notte tra giovedì e venerdì a Sesto San Giovanni. «È contento di star bene e pimpante», sono state le parole del dg dell’ospedale Matteo Stocco, un paio d’ore prima della dimissione.

Acquisite le immagini registrate in sei stazioni ferroviarie. Sul fronte ivnestigativo, intanto, sono state acquistite le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza di almeno sei stazioni ferroviarie italiane per cercare di ricostruire come il terrorista Anis Amri sia arrivato in Italia. Secondo quanto si apprende, antiterrorismo e intelligence, d’intesa con gli investigatori tedeschi, stanno cercando di mettere insieme tutti i passaggi del tunisino e capire se possa aver avuto contatti con qualcuno. Tutti gli elementi raccolti convergono sul fatto che il tir utilizzato per la strage al mercatino di Berlino sia stato sequestrato da Anis Amri quando si trovava già in Germania.

Sequestrati 4 computer utilizzati dal nipote di Anis Amri. Sempre ieri, sabato 24, l’unità della Guardia nazionale tunisina hanno sequestrato 4 personal computer usati dal nipote del killer di Berlino, Anis Amri, all’interno di un cybercafè di Oueslatia.

 

Sabato 24 dicembre.

Polemiche su pubblicazione dei nomi dei poliziotti che hanno fermato e ucciso Anis Amri. Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha risposto alle polemiche sulla pubblicazioni di foto e informazioni dei due poliziotti che nella notte tra giovedì e venerdì a sesto San Giovanni hanno fermato e ucciso il presunto attentatore di Berlino Anis Amri. «Non c’è alcuna esposizione, ma un riconoscimento chiaro. Una sottolineatura per mettere al centro chi ha reso possibile tutto questo, rischiando la propria vita», ha detto Gabrielli. Spiegando: «Fare i nomi con questo tipo di terrorismo non è né un errore né un’esposizione, perché non siamo in presenza di un terrorismo come quello che abbiamo conosciuto negli anni settanta, un terrorismo endogeno che ha interesse a colpire il singolo, dunque Franco piuttosto che Mario o Cristian. Qui ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso». La preoccupazione infatti – ha continuato il capo della Polizia – «non è per le individualità, ma per l’appartenenza: sono a rischio tutti coloro che rappresentano le forze di polizia e hanno una divisa».

 

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Ieri mattina, a poche ore dalla sparatoria di Sesto, Gabrielli ha firmato una circolare in cui si chiede «massima attenzione» perché non è possibile escludere «azioni ritorsive» nei confronti delle forze di polizia. La scelta di chiudere i profili social dei due poliziotti, inoltre, è – ha spiegato il capo della Polizia – una forma di «ulteriore cautela» nei loro confronti, «per evitare una eccessiva sovraesposizione in quanto, in un mondo in cui tutto passa attraverso i social, si sarebbero potuti far prendere la mano coinvolgendo anche altri colleghi».

In Tunisia arrestato nipote di Anis Amri. Ieri le forze di sicurezza tunisine – come riferito dal ministero dell’Interno di Tunisi – hanno smantellato una cellula terroristica composta da tre membri di età tra i 18 ed i 27 anni, operante tra Fouchana nel governatorato di Ben Arous, e Oueslatia, in quello di Kairouan. Tra gli arrestati c’è anche il nipote del presunto attentatore di Berlino Anis Amri, che durante gli interrogatori di polizia ha confessato di aver comunicato con lo zio via Telegram al fine di fargli eludere controlli di polizia. Secondo i media tunisini il nipote di Anis Amri avrebbe precisato che lo zio lo avrebbe reclutato e convinto a adottare l’ideologia takfirista, un pensiero estremista islamico, domandandogli di prestare fedeltà all’Isis, cosa che poi avrebbe fatto inviando un testo scritto su Telegram. Il nipote di Anis Amri ha indicato anche che lo stesso gli avrebbe inviato un’importante somma di denaro attraverso le poste e fornito un’identità falsa, al fine di fargli di avere i mezzi finanziari sufficienti per raggiungerlo in Germania e arruolarsi in una cellula tedesca dell’Isis, quella di Abou Al Wala.

In Germania caccia a possibili complici di Anis Amri. Intanto la Germania continua a dare la caccia a possibili complici dell’attentatore di Berlino Anis Amri, mentre il paese si prepara a festeggiare il Natale, centinaia di inquirenti sono sotto pressione e cercano di condurre l’indagine per individuare i canali e l’eventuale rete di sostegno del 24enne tunisino.

 

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Venerdì 23 dicembre.

L’uomo ucciso nella sparatoria di stanotte nel Milanese, a Sesto San Giovanni, è l’autore dell’attentato di lunedì scorso a Berlino, il ricercato tunisino Anis Amri. Lo hanno riferito in mattinata diverse fonti investigative a Milano e a Roma citate dalle agenzie di stampa. Una conferma è poi giunta dal ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso di una conferenza stampa.

 

 

«Questa notte alle tre a Sesto San Giovanni, Milano, nel corso di normale attività di controllo del territorio – ha spiegato il titolare del Viminale – una pattuglia della polizia ha fermato una persona sospetta. Nel momento in cui è stato fermato, l’uomo ha immediatamente estratto una pistola e sparato all’agente che gli aveva chiesto i documenti, Christian Movio. L’agente è ricoverato in ospedale ma non in pericolo di vita. La pattuglia ha reagito al fuoco, e la persona che ha aggredito la pattuglia è stata uccisa. È risultata essere senza ombra di dubbio Anis Amri, il presunto sospettato dell’attacco terroristico a Berlino». L’identificazione dell’uomo ucciso come Amis Amri è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte. Della morte dell’attentatore si occuperà la Procura di Monza, diretta dal procuratore Luisa Zanetti.

 

attentato berlino
Il ricercato tunisino per l’attentato a Berlino Anis Amri

 

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ANIS AMRI UCCISO IN UNA SPARATORIA CON LA POLIZIA

Secondo quanto ricostruito dalla questura (e a quanto riferito anche dal ministro dell’Interno) Anis Amri è stato fermato dalla Polizia per un controllo verso le 3 di notte a Sesto San Giovanni mentre camminava a piedi in Piazza I Maggio. Alla richiesta di mostrare i documenti il ricercato avrebbe estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e avrebbe sparato a due agenti di una volante, Christian Morio e Luca Scatà, colpendone uno alla spalla. I poliziotti hanno poi risposto al fuoco, uccidendolo. Contro Anis Amri sono stati esplosi due colpi, uno mortale al costato. L’attentatore era solo e non aveva con sé documenti. Nel suo zaino c’eranoi biglietti del treno usati e l’arma. Il poliziotto colpito alla spalla, Morio, è stato trasportato all’ospedale San Gerardo di Monza.

Il dirigente del commissariato di Sesto San Giovanni Roberto Guida, in conferenza stampa a Milano ha spiegato che Anis Amri non ha detto ‘Allah Akbar’ (come si era detto in un primo momento) ma «poliziotti bastardi» mentre sparava contro gli agenti.

ANIS AMRI FERMATO NEL CORSO DI UN NORMALE CONTROLLO

Il questore di Milano Antonio de Iesu ha spiegato invece che quando è stato fermato Anis Amri «era solo ed era fermo». «È stato fermato nel corso di un normale controllo, da una pattuglia che ha ben recepito e applicato le direttive che le erano state date». «È stato fermato perché ritenuto degno di controllo. Tutto nasce da un controllo di due bravi agenti. Lui al momento del controllo non aveva manifestato niente di sospetto. I due agenti hanno deciso di identificare un soggetto perché ritenevano il controllo degno di essere eseguito. Tutto nasce da lì».

ANIS AMRI COLPITO DA UN AGENTE IN PROVA

Movio, ricoverato con un proiettile conficcato nella spalla, ha 36 anni, è originario della provincia di Udine ed è del Commissariato di Sesto San Giovanni. L’agente scelto deve essere operato, ma le sue condizioni sono buone. Ad uccidere l’attentatore di Berlino Anis Amri è stato Scatà, 29 anni, originario di Canicattì, in provincia di Catania, agente in prova. Anche lui del Commissariato di Sesto San Giovanni.

 

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«Il comportamento del mio collega di pattuglia è stato esemplare, ha reagito appena lui ha estratto la pistola dalla giacca e mi ha sparato. Io gli avevo appena chiesto di aprire lo zainetto», ha detto Christian Movio parlando di Luca Spatà. «Fa impressione pensare che due ragazzi abbiano percorso strade così diverse, mi spiace che sia morto un giovane, ma sapeva i rischi a cui andava incontro», ha dichiarato stamane la madre di Scatà.

 

 

IL QUESTORE: «ANIS AMRI POTEVA COMPIERE ALTRI ATTENTATI»

Il questore di Milano de Iesu in conferenza stampa ha anche spiegato che l’attentatore di Berlino «era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo che, da libero avrebbe potuto compiere altri attentati». «La pistola trovata in suo possesso gli si è materializzata in mano. Era carica e pronta all’uso». Secondo inquirenti e investigatori dell’antiterrorismo milanese Anis Amri potrebbe avere avuto coperture e appoggi da qualche esponente della comunita’ islamica di Sesto San Giovanni. «Aveva pochissimi effetti personali, nessuno scritto, era un fantasma», ha detto ancora de Iesu descrivendo l’attentatore.

Una circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli, intanto, in una circolare inviata dopo l’uccisione ha invitato a fare «massima attenzione» poiché «non si possono escludere azioni ritorsive» nei confronti dei poliziotti e di tutto il personale delle forze dell’ordine in divisa. L’invito è dunque quello di intraprendere ogni iniziativa utile per garantire la massima sicurezza e tutela degli operatori.

ANIS AMRI GIUNTO IN ITALIA DALLA FRANCIA

Dagli accertamenti dalla Digos, coordinati dal capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, Anis Amri è arrivato in Italia dalla Francia, precisamente da Chambery, in Savoia, da dove ha raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese ha preso poi un treno per Milano. L’attentatore di Berlino sarebbe arrivato nel capoluogo lombardo attorno verso l’una di notte. Dalla Stazione Centrale si è poi spostato a Sesto san Giovanni dove ha poi incrociato i due agenti della volante che, durante una sparatoria, lo hanno ucciso.

GENTILONI: «DAI POLIZIOTTI CORAGGIO E CAPACITÀ NOTEVOLI»

«Per l’operazione di stanotte – ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa – voglio ringraziare polizia, Carabinieri, finanza, forze armate, intelligence, cioé gli uomini e le donne dei nostri apparati di sicurezza impegnati in queste ore e di cui l’Italia è davvero fiera. Una gratitudine speciale va al giovane agente in prova Cristian Novio rimasto ferito e al suo collega Luca Scatà, agenti che hanno mostrato coraggio e capacità professionali notevoli». «L’attenzione resta massima, le minacce non vanno sottovalutate ma quanto avvenuto stanotte dimostra ai cittadini che l’Italia c’è, lo Stato c’è».

Il ministro dell’Interno Minniti ha ricevuto questa mattina la telefonata del collega tedesco Thomas de Maizie’re, che si è congratulato per l’operazione di Polizia. Nel corso della telefonata de Maizie’re ha ringraziato Minniti e la Polizia italiana «per la professionalità e l’impegno dimostrato per garantire la sicurezza dei cittadini, anche a rischio della vita, e ha espresso vicinanza all’agente rimasto ferito formulando gli auguri di pronta guarigione».

LA FAMIGLIA DI ANIS AMRI: «SIAMO SCONVOLTI»

«Siano sconvolti e tutta la famiglia sta male. No comment», sono le prime parole pronunciate, dopo la notizia dell’uccisione di Anis Amri a Sesto San Giovanni da uno dei fratelli del tunisino, che ha parlato al telefono con un giornalista della Deutsche Welle.

I DOCUMENTI DI ANIS AMRI TROVATI NEL TIR DELL’ATTENTATO A BERLINO

Si conclude proprio in Italia, dunque, la caccia all’uomo responsabile del terribile attentato del mercatino natalizio di Berlino di lunedì sera, quando un tir è piombato sulla folla in piazza Breitscheidplatz uccidendo 12 persone e ferendone oltre 40. A bordo del mezzo sono stati trovati proprio documenti di Anis Amri. Sul camion sono state anche individuate le sue impronte.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Daniele Bennati / B&V / dpa)