Non solo Raggi: a Ragusa ci sono gli stessi problemi a 5 stelle

di Redazione | 21/12/2016

ragusa m5s

Non solo Virginia Raggi e Roma. A Ragusa il sindaco grillino Federico Piccitto ha diverse difficoltà. Riporta Repubblica Palermo:

Un bilancio in sospeso e accese polemiche sul ruolo (e le retribuzioni) di alcuni dirigenti comunali entrati nel “cerchio magico” di M5S. Non è Roma, certo, ma qualche affinità esiste. A Ragusa, la seconda città italiana conquistata dai 5 stelle (la prima fu Parma), il primo cittadino Federico Piccitto vive momenti di difficoltà figli di una crisi politica che è stata conclamata con un voto di qualche giorno fa. Il consiglio comunale ha bocciato l’approvazione di una manovra da 20 milioni di euro che portava con sé, tra l’altro, una cospicua somma (circa un quarto) necessaria a garantire il servizio di smaltimento rifiuti.

Nel capoluogo ibleo lo stop non è arrivato, come al Campidoglio, a causa di un parere negativo dei revisori dei conti (che comunque avevano criticato il carattere d’urgenza della delibera) ma per un preciso atto politico: una consigliera di M5S, Maria Rosa Marabita, ha votato con l’opposizione e le variazioni di bilancio sono affondate. Piccitto se l’è presa con i consiglieri: “Per odio nei miei confronti hanno fatto un danno alla città”. E da più parti, in ambiente 5 stelle, si invoca ora la sospensione dal movimento della “ribelle” Marabita.

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Insomma Piccitto, a mandato in corso, perde diversi pezzi. Prima due consiglieri M5S sono passati all’opposizione e altri 4 grillini si sono dimessi e sono stati rimpiazzati. La consigliera Gianna Sigona – ricorda Repubblica divenuta famosa per i suoi inni al fascismo – è rimasta nel gruppo di 5 stelle nonostante l’annunciata espulsione.

La maggioranza, nei fatti, non c’è più. E il movimento in città è spaccato: da un lato il meet-up da cui proviene Piccitto, dall’altro il meet-up Ragusattiva, fortemente critico nei confronti del sindaco, al quale è iscritta la Marabita ma che è stato formalmente disconosciuto dal leader siciliano Giancarlo Cancelleri. Da questo secondo gruppo parte l’invito, rivolto a Grillo, a intervenire a Ragusa: “La Raggi è stata correttamente commissariata dal movimento. Ci sorprende come tutto ciò non accada anche a Ragusa. Qui accadono le stesse cose che nella Capitale”. E il riferimento è “a dipendenti messi in aspettativa e rinominati con contratto da dirigente di importo tre volte superiore”.

L’ultimo esempio? Lo stipendio del capo dello staff di Piccitto, Toti Scifo, già in organico nell’ufficio di gabinetto con uno stipendio da 35 mila euro e “riassunto” da esterno,  con un compenso da centomila.