assemblea pd 18 dicembre cosa è successo
|

L’assemblea nazionale del PD, tra lo stop al congresso anticipato e la voglia di Renzi di elezioni anticipate

L’assemblea nazionale del PD di domenica 18 dicembre si è conclusa con l’approvazione, quasi all’unanimità, della relazione di Matteo Renzi. Il segretario non si è dimesso per anticipare il congresso, così come non ha chiesto l’accelerazione delle primarie per la leadership. La novità politica più rilevante è il ritorno al Mattarellum come sistema elettorale preferito dal PD.

COSA HA DETTO MATTEO RENZI AL’ASSEMBLEA NAZIONALE

L’assemblea nazionale è stata caratterizzata da toni sobri e conciliatori, a partire dalla relazione di Matteo Renzi poi approvata dalla quasi totalità dei delegati presenti, quasi 500, con soli 2 no e 10 astensioni e 481 voti favorevoli. Renzi ha fatto autocritica sulla sconfitta al referendum costituzionale che ha portato alle sue dimissioni da presidente del Consiglio, e all’avvio del Governo Gentiloni. Per quanto riguarda il futuro il segretario del PD ha rinunciato all’idea di anticipare il congresso, rimarcando però la sua intenzione di andare presto a elezioni anticipate. Una richiesta che diventa più esplicita leggendo i diversi pezzi di retroscena.

LEGGI ANCHE

Mattarellum: cos’è e come funziona la legge elettorale che molti rimpiangono

IL MATTARELLUM NUOVA LEGGE ELETTORALE

L’assemblea nazionale del PD ha approvato la relazione di Matteo Renzi, che ha proposto il Mattarellum come nuova legge elettorale. Un sistema elettorale di impianto maggioritario, per quanto corretto, per evitare il ritorno al proporzionale temuto in primis dal segretario. Il Mattarellum ha disciplinato le elezioni politiche nel 1994, 1996 e 2001, ed è apprezzato anche da altre forze politiche, come la Lega Nord. Forza Italia è ben più scettica, ma il sistema elettorale che porta il nome del presidente della Repubblica potrebbe essere una base per arrivare a un accordo. Il PD ha ritrovato l’unità sul Mattarellum, anche se su questo punto Roberto Giachetti ha criticato l’ipocrisia della minoranza e di Roberto Speranza nell’intervento dell’assemblea nazionale che più ha suscitato commenti.

MATTEO RENZI, COSA FARÀ NEI PROSSIMI MESI

La rinuncia alle primarie anticipate significa che nei prossimi mesi Matteo Renzi non farà il tour in camper in giro per l’Italia come si era letto sui giornali. Oltre al libro sui 1000 giorni al governo dell’Italia, Renzi sta pensando di andare all’estero per viaggi di studio, mentre è probabile che il segretario PD cerca ruolo meno preponderante sulla scena pubblica e mediatica. In caso di elezioni anticipate, il mancato congresso anticipato renderebbe automatico, o quasi, la ricandidatura di Renzi come presidente del Consiglio, anche se in un simile caso potrebbero essere lanciate anche primarie di coalizione come nel 2012.