Luca Barbareschi: «Senza i finanziamenti del MIBACT l’Eliseo rischia la chiusura»

di Redazione | 09/12/2016

luca barbareschi eliseo

E’ stato un Luca Barbareschi propositivo, ma anche caustico, quello intervenuto questa mattina a Radio Rock 106.6 durante il programma “Il Sollazzo del Pappagallo”, condotto da Boris Sollazzo ed Emilio Pappagallo.

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L’attore, da circa due anni alla direzione artistica del Teatro Eliseo di Roma – nel quale porterà in scena “L’anatra all’arancia” dal 13 dicembre all’8 gennaio – ha potuto fare un primo bilancio della sua gestione: «Il teatro sta andando bene in termini di affluenza di pubblico e per le attività sia teatrali che parallele, come i vari brand Eliseo cultura, Eliseo Musica ed Eliseo Cucina». «C’è solo un piccolo problema – ha aggiunto -: se non passerà la legge per la riforma dello spettacolo e se i finanziamenti all’Eliseo torneranno ad essere quelli che davano per un teatro praticamente fallito e fatiscente, io prima o poi dovrò chiudere. Quindi dipendiamo dal ministro Franceschini: dovremmo avere dei finanziamenti extra che potrebbero farci sopravvivere. I soldi che ho speso per il restauro li ho persi, ma lo sapevo: per me è stata una restituzione ad una città che amo molto».
Barbareschi ha quindi stigmatizzato il sistema di fondi ministeriali per la cultura, a suo dire estremamente iniquo: «Il Piccolo di Milano arriva a prendere dallo Stato quasi 14 milioni di euro; l’ Argentina di Roma 9 milioni e noi prendiamo 400.000 euro. Io ho speso moltissimi danari in questi due anni, non solo per restaurarlo ma per tenerlo in piedi. Adesso spero che le promesse che mi sono state fatte dal MIBACT siano vere».

LUCA BARBARESCHI E IL TEATRO VALLE: «HANNO OCCUPATO E NON HANNO PRODOTTO»

Il direttore artistico dell’Eliseo ha poi proseguito commentando criticamente la passata esperienza dell’occupazione di un altro storico teatro romano assurto agli onori delle cronache, il Valle: «Avrei dovuto prenderlo io in gestione e appena si è saputo l’hanno occupato». Proseguendo: «Il sogno era anche giusto: prendere uno spazio in un momento in cui Roma era in uno stallo creativo. Il problema è che lì non è mai stato fatto nulla di piacevole. Hanno occupato un teatro e non hanno prodotto nulla: questo è il vero fallimento».
«Mi sarebbe piaciuto interloquire con gli occupanti» – ha chiosato Luca Barbareschi congedandosi dagli ascoltatori di Radio Rock. «Li avrei invitati a non farsi cavalcare da persone come Ronconi, che gli esprimeva solidarietà ma non gli spiegava come stesse sventrando il Piccolo di Milano strapagandosi regie ed allestimenti megagalattici a 7 milioni di euro per le Olimpiadi di Torino».

(immagine di repertorio ANSA/ANGELO CARCONI)