TFF34: Nessuno può giudicare Steve Della Casa

di Alessandro De Simone | 07/12/2016

TFF34 Steve Della Casa

TFF34 STEVE DELLA CASA

Steve Della Casa è uno dei padri fondatori del Torino Film Festival, quando trentaquattro anni fa fu battezzato Torino Cinema Giovani. Direttore del festival tra il 1999 e il 2002, quest’anno per la prima volta si toglie la soddisfazione di essere addirittura in selezione, nella sezione Festa Mobile, con il suo documentario Nessuno ci può giudicare, vero e proprio atto d’amore nei confronti di un genere da molti bistrattato ma che ha invece segnato una stagione florida e spensierata del cinema italiano. Il Musicarello, di questo stiamo parlando, fu anche una splendida palestra per tanti giovani talenti, a partire da Lina Wertmuller, che ebbe un fortunato connubio con una delle grandi star del pop dell’epoca, Rita Pavone, una delle protagoniste del documentario di Della Casa.

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Oltre la celeberrima Gian Burrasca televisiva, Della Casa racconta quegli anni attraverso Mal, Shel Shapiro, Gianni Morandi, Ricky Gianco e tanti altri protagonisti di un’epoca felice, precedente alla contestazione e al drammatico periodo degli anni di piombo, e che a loro modo furono protagonisti di una rivoluzione, sdoganando un genere musicale e cinematografico e ponendo di fatto le basi per il decennio successivo. Sono solo canzonette, cantava Edoardo Bennato, ma quel Pop aveva anche tante commistioni e influenze, dal rock al blues al soul, e le band che negli anni Settanta avrebbero fatto del progressive la loro bandiera, come la PFM, i New Trolls, gli Area naturalmente, ma anche i Dik Dik e l’Equipe 84, non sarebbero esistite senza tutto quello che c’era prima. Soprattutto senza i milioni di dischi che riuscivano a vendere questi artisti popolari, anche attraverso i loro film, di fatto dei lunghi videoclip quando MTV era ancora lontanissima nel tempo.

Steve Della Casa racconta tutto questo e molto di più al microfono di Boris Sollazzo, ed è un’intervista davvero tutta da vedere.