Epic fail o censura di Grillo? Il blog esalta il No dell’ Economist che ha paura del M5S al governo

di Redazione | 25/11/2016

The Economist No Beppe Grillo

The Economist si è schierata per il No al referendum. La posizione della testata è stata enfatizzata dal blog di Beppe Grillo. Una scelta politicamente curiosa, visto che uno dei motivi per cui The Economist si è dichiarato contro le riforme istituzionali di Renzi è rappresentato dal pericolo che ne benefici il Movimento 5 Stelle.

THE ECONOMIST PER IL NO PER PAURA DI GRILLO PREMIER

Foto di Matteo Renzi e Denis Verdini, titolo chiarissimo. L’Economist stronca la riforma di Renzi e Verdini e dice NO, con tanto di hashtag #iodicono da condividere sui profili social del Movimento 5 Stelle. Il sito di Beppe Grillo ha enfatizzato l’editoriale della testata inglese, ignorando o mascherando però uno dei suoi passaggi più rilevanti.

Il rischio del progetto(di riforma istituzionale)di Renzi è che il suo maggior beneficiario sarà Beppe Grillo, ex un comico e leader del Movimento 5 Stelle, una scombussolata formazione che chiede un referendum per lasciare l’euro. Nei sondaggi è appena dietro il PD di Renzi, e ha recentemente vinto le comunali di Roma e Torino. Lo spettro di Grillo premier, eletto da una minoranza e rafforzato nel suo incarico dalle riforme di Renzi, è giudicato preoccupante da molti italiani e da tanti in Europa.

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EPIC FAIL O CENSURA DI BEPPE GRILLO?

Il sito di Grillo non pubblica questo passaggio, ma traduce solo le parti più dure legate alla revisione costituzionale promossa dal Governo Renzi. Sull’organo di informazione ufficiale del M5S è stato pubblicato il link al post sul sito di The Economist, però stupisce come proprio il passaggio più critico nei confronti del M5S e del suo leader sia stato ignorato. Un dubbio che si estende anche alla stessa scelta di pubblicare un articolo che si schiera per il No proprio per la paura di Grillo e dei M5S. Dimenticanza voluta, vista la grande attenzione mediatica generata dal No dell’Economist, o invece trascuratezza e nessuna verifica sulla fonte originale? Un dubbio che lasciamo ai lettori.

Foto copertina: Ansa