Gli undici migliori Presidenti USA di tutti i tempi. Sullo schermo

di Alessandro De Simone | 08/11/2016

Elezioni USA

Gli Stati Uniti d’America hanno un nuovo presidente, ma dubito saranno comunque particolarmente felici per I prossimo quattro anni. E neanche noi, purtroppo, perché il riflesso in questo caso è davvero accecante. E poi diciamocelo chiaramente, noi I nostri presidenti preferiti li abbiamo già, e vorremmo sempre e soltanto loro alla Casa Bianca. E quindi, in questo Election Day, vogliamo rieleggerli tutti insieme a voi.

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11) Presidente James Dale
Un martire, un uomo che ha messo se stesso davanti a tutto, cercando di salvare la nazione dalla minaccia aliena con l’unica arma che un grande capo di stato dovrebbe usare: le parole della pace. Jack Nicholson è un meraviglioso presidente Dale in Mars Attacks di Tim Burton, fantascienza camp ispirata alle figurine di cui faceva collezione da piccolo lo strambo ragazzo di Burbank. Cialtrone, iroso, pavido, ma quando arriva il momento capace di quel gesto nobile che chi ricopre quella carica deve prima o poi fare in situazioni estreme.

10) Presidente Beck
Se diventaste presidente degli Stati Uniti e veniste a sapere che un meteorite sta per cancellare buona parte dei cinquanta su cui si estende il vostro potere, come la prendereste? Ve lo dico io, male. A meno che non foste Morgan Freeman, ovvero POTUS Beck in Deep Impact. D’altronde, lui è stato anche Dio, quindi situazioni come queste le gestisce senza grossi traumi, in un film che si ricorda per essere la prima produzione indipendente di Steven Spielberg con la Dreamworks. In seguito ha fatto meglio.

9) Presidente David Palmer
Ancora un presidente nero, grande e piccolo schermo sono sempre stati molto più progressisti della realtà. Questa volta televisivo, per la serie 24, quella di Jack Bauer, l’agente dei servizi segreti più bastardo di tutti I tempi. E che con il suo presidente ha un rapporto non sempre facile, ma Palmer è il primo presidente di colore e ha problemi in famiglia… 24 è una delle prime serie che davvero ha rivoluzionato la narrazione televisiva, e tra le novità c’è proprio il personaggio di Palmer, scritto magistralmente, ricco di luci e ombre, interpretato magnificamente da Dennis Haysbert. Rivedendolo oggi non è invecchiato di un giorno e non sono in pochi ad aver visto in Palmer il viatico alla straordinaria ascesa di Obama.

8) Presidente Simpson
Lisa Simpson, ovviamente, che il fratello Bart vede nello Studio Ovale nell’episodio in cui uno sciamano indiana gli predice il suo futuro. Si sa, Lisa è destinata alla Casa Bianca, ma non ha mai fatto i conti con l’America, la sua famiglia e, naturalmente, Donald Trump… Uno degli episodi più caustici e divertenti de I Simpson, il diciassettesimo dell’undicesima stagione, dal titolo Bart to the Future. Non so perché, ma probabilmente un’attendibile proiezione di ciò che verrà…

7) Presidente James Marshall
Un gruppo di terroristi ha preso in ostaggio il presidente degli Stati Uniti e la sua famiglia direttamente sull’Air Force One, l’aereo presidenziale. Ma hanno fatto I conti senza Indiana Jones, Han Solo e Jack Ryan, tutti fusi in unico uomo: Harrison Ford. Era il 1997, e a Ford, che era forse l’attore più amato del mondo, gli si perdonò anche questo improbabile action, non poco reazionario, in cui il povero Gary Oldman faceva la figura del cretino. Cosa che peraltro credo sia reato in buona parte del pianeta. Però, il Presidente Marshall resterà sempre nel nostro cuore. In fondo lo vorremmo anche noi un po’ così, ammettiamolo.

6) Presidente Frank Underwood
Ecco, forse a lui preferirei i due candidati di quest’anno. E non solo perché è lui, ma perché si porta la signora consorte, che è anche peggio. House of Cards è stata la prima serie prodotta da Netflix, scritta magnificamente, soprattutto interpretata in maniera magistrale da un Kevin Spacey in stato di grazia praticamente in ognuno dei 53 episodi in cui indossa i panni di Frank Underwood. E Robin Wright non è da meno, nei panni della moglie Claire. Ogni tanto la serie ha dei momenti di ingenua presunzione, ma averne di prodotti così che popolano la tv.

5) Presidente Merkin Muffley
L’equipaggio di un B52 è convinto che sia scoppiata la terza guerra mondiale ed è pronto ad andare a bombardare Mosca. Il presidente Muffley deve riuscire a bloccarlo, dal bunker sotterraneo dove si trova con il suo stato maggiore e un telefono in collegamento diretto con il Cremlino. C’è da chiedersi cosa sarebbe stato di Stanley Kubrick se avesse assecondato la sua vena comica. Il Dottor Stranamore è uno dei più grandi film della storia del cinema, anche grazie alla straordinaria prova di Peter Sellers che interpreta tre personaggi, tra cui il presidente.

4) Presidente Thomas J. Withmore
Non c’è uomo, donna o bambino che negli ultimi vent’anni non abbia considerato Thomas J. Withmore il suo presidente, che fosse americano, ugandese o laotiano. E non potrebbe essere altrimenti, perché raramente un presidente è stato scritto così cialtronescamente stereotipato in quel di Hollywood, scritto su misura per Bill Pullman, non a caso protagonista precedentemente di Balle spaziali. Padre e marito amorevole, giovane ma deciso, coraggioso, intelligente ed ex pilota militare. Il suo discorso del 4 luglio è uno di quei motivazionali per cui ti getteresti nel fuoco nudo. Per non parlare di quello che succede dopo. Purtroppo di Independence Day non ce n’è stato solo uno. Peccato, ci sarebbe piaciuto ricordarlo giovane e bello, come gli eroi.

3) Presidente Bill Mitchell
Ok, in realtà lui è Dave Kovich, ed è solo un sosia del presidente Mitchell che è in coma per un’emorragia cerebrale. Ma Dave è bravo, ci sa fare con i bambini, con i cani, con l’essenza stessa dell’America. Tra Frank Capra e Oltre il giardino, Dave – Presidente per un giorno può contare su una sceneggiatura di ferro di Gary Ross (avrebbe poi diretto il primo Hunger Games) e un’ottima regia di Ivan Reitman, ovvero Mr. Ghostbusters (quello vero). Ma senza Kevin Kline, Sigourney Weaver e un eccezionale Frank Langella il film non sarebbe lo stesso. Proprio di Langella la battuta del film, che riassume il concetto stesso di democrazia in America. “Non è il presidente, è uno qualunque, quindi lo posso ammazzare”. Non fa una piega.

2) Presidente Andrew Sheperd
Vedovo, affascinante, divertente, di bella presenza. E politicamente perfetto. Cosa si potrebbe volere di più da un presidente degli Stati Uniti. Ah, sì: che si innamori anche di una bella donna, intelligente e simpatica. Per questo esistono i grandi sceneggiatori, come Aaron Sorkin per esempio, che di Casa Bianca se ne intende. Il Presidente è una commedia romantica che sfiora la perfezione, scritta seguendo tutti gli stilemi del genere. Michael Douglas è in alcuni momenti l’impersonificazione dell’America migliore, quella che probabilmente non esiste, e che appunto, solo un grande scrittore può far credere che ci sia. E non a caso…

1) Presidente Josiah Bartlet
Non ci sarà mai un presidente come Jed Bartlet. E sapete perché? Perchè è stato creato dall’uomo, non dalla natura. Josiah Bartlet è l’uomo perfetto, l’americano perfetto, perché ha dei difetti, ma li ammette quando le persone che ama glieli fanno notare, e ne fa ammenda. Perché Josiah è retto, ma sa cosa sia la rabbia. Perché Josiah crede in Dio, ma rispetta chi non ha la sua stessa fede, perché siamo uomini, e donne, e siamo su questa Terra tutti per una ragione. Perché Josiah Bartlet è Martin Sheen, e lui ha visto l’orrore… l’orrore…
Josiah Bartlet è il presidente che Aaron Sorkin ha scritto per The West Wing, la migliore serie televisiva di tutti i tempi. E Josiah Bartlet è ogni giorno il mio presidente. E spero sempre che un giorno possa arrivare un uomo come lui a dirmi quello che posso fare per il mio paese. E non cosa posso fare io per chi mi governa.