«Me ne frego» di Juncker a chi critica Bruxelles, Renzi: «Sono amareggiato, ma non vogliamo vincoli»

di Redazione | 08/11/2016

Juncker-Renzi

Non accenna a placarsi la battaglia tra Roma e Bruxelles sulla legge di Bilancio ed in particolare sui vincoli di bilancio, che il governo vorrebbe meno stringenti, in modo da affrontare meglio le emergenze, come quella legata al terremoto e all’accoglienza dei profughi.

 

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BOTTA E RISPOSTA JUNCKER-RENZI

Ieri il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha risposto alle frecciate del premier sostenendo che l’Italia con i suoi attacchi «non otterrà risultati». Matteo Renzi ha replicato dicendosi «amareggiato» e ribadendo la sua linea. Ricostruisce Roberto Petrini su Repubblica:

«L’Italia sbaglia ad attaccarci, così non otterrà risultati», ha tuonato ieri Jean-Claude Juncker che ha accennato anche ad un «me ne frego» nei confronti di chi accusa la Commissione di austerity. «Nessuna polemica, ma sui soldi per la stabilità delle scuole non guardiamo in faccia nessuno. Nel 2017 metteremo il veto sul bilancio Ue», ha replicato il premier Matteo Renzi da Latina che poi, parlando con i suoi, ha ammesso di «essere molto amareggiato per quella frase». «Il negoziato europeo — ha aggiunto — viaggia su un altro binario».
Dietro allo scontro l’avvicinarsi del giudizio della Commissione sulla nostra manovra e sulla richiesta di flessibilità aggiuntiva su sisma e migranti: per Bruxelles valgono solo lo 0,1 del Pil e non lo 0,4 come abbiamo richiesto. Dopo qualche ora interviene il commissario agli Affari monetari Pierre Moscovi nel tentativo di raffreddare il clima: «È bene calmarsi, Juncker non sta aggredendo l’Italia, la sta ascoltando ma Roma deve rispettare le regole». Aggiunge una piccola apertura: «Terremo conto anche delle spese a medio termine per il terremoto». Il caso si amplia e scende in campo il nostro ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che si rivolge a Juncker: «Non oltrepassi i limiti». Renzi reitera con un tweet. «La sicurezza dei figli vale più della burocrazia di Bruxelles». Infine Moody’s che in serata ha ricordato di aver confermato il rating dell’Italia (Baa2) la cui economia si presenta «ampia e diversificata ma alle prese con alcune debolezze, quali l’elevato debito pubblico».

(Foto di copertina: ANSA / GIUSEPPE LAMI)