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Terremoto in Centro Italia, tutti i problemi creati dalla burocrazia a chi aiuta

Burocrazia e i danni alle infrastrutture provocati dal terremoto rendono sempre più difficile la gestione dell’emergenza. I sindaci dei comuni colpiti dal terremoto in Centro Italia chiedono in particolare che sia modificato il codice degli appalti che impossibilita il lavoro di molti amministratori e delle aziende impegnate nei soccorsi e nella ricostruzione.

IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA AGGRAVATO DALLA BUROCRAZIA

I comuni colpiti dal terremoto chiedono una modifica del codice degli appalti che consente deroghe alle procedure d’urgenza per gli acquisti, e l’invio di personale aggiuntivo per adempiere a pratiche amministrative al momento rese impossibili dalla chiusura degli uffici. Su La Repubblica di oggi si può leggere l’appello dei sindaci contro la burocrazia, che ostacola i soccorsi e la gestione dell’emergenza. Anche l’acquisto di beni di prima necessità è sottoposta a un pesante e lento iter burocratico. Per comprare carne a un prezzo concordato servono 3 mesi

Solo per fissare il prezzo della carne da distribuire ai terremotati servono almeno tre mesi. Prima, infatti, i sindaci devono accordarsi bonariamente con un macellaio per un prezzo provvisorio, poi aspettare il parere dell’Anac, l’Agenzia Anticorruzione, che ha tempo fino a sessanta giorni per esprimere il proprio parere obbligatorio. Questo prevede, alla lettera, il nuovo Codice degli appalti, nella parte dedicata agli interventi in somma emergenza

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IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA E IL RITARDO NEI SOCCORSI

In merito agli acquisti i comuni chiedono di accorciare il percorso burocratico per il via libera alle spese straordinarie. Senza questa modifica gli amministratori si scontrerebbero contro un lungo rimbalzo tra dirigenti tecnici e consiglio comunale. In particolar modo i sindaci si pongono l’obiettivo di rendere più veloce la procedura per gli acquisiti «di beni e servizi» di prima necessità, come il cibo. Ma anche mezzi, tecnici e tutto il resto che serve per garantire l’accoglienza. L’urgenza è dettata anche dalle difficoltà incontrata nel trasportare beni e mezzi strumentali nelle zone colpite dal terremoto. Come racconta il Messaggero, il terremoto in centro Italia ha devastato diverse infrastrutture, rendendo quasi inaccessibili alcune zone montuose situate nell’Appennino. Un problema in più creato in una quotidianità così complicata.

ACCUMOLI E AMATRICE SI TRASFERISCONO IN RIVA AL MARE

Nella gestione delle emergenze problema della burocrazia non è nuovo. Spesso si ricorre ai commissariamenti proprio perché il nostro ordinamento è particolarmente farraginoso quando si devono prendere decisioni in modo urgente, come in caso di crisi create da eventi naturali. Per il momento invece la situazione è più tranquilla per Accumoli e, in parte, per Amatrice. Un articolo di Paolo Festuccia su La Stampa racconta come la maggior parte degli abitanti di Accumoli si sia trasferito in un albergo di San Benedetto del Tronto, e come i bambini riescano ad andare a scuola assieme Uno sprazzo di normalità in una città diversa dalla propria.