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Dove comprare i prodotti di Norcia per aiutare i terremotati

Salami, zafferano, vino, olio tartufato. Sono tanti i prodotti delle zone colpite dal sisma e per aiutare ora le imprese in difficoltà Valnerinaonline ha prodotto un elenco per poter acquistare i prodotti made in Umbria.

Sono tanti i problemi che caratterizzano il centro Italia ma e’ possibile dare una mano pratica alle aziende che in questo momento soffrono. In questa pagina inseriremo le aziende che ci contatteranno e ci daranno la loro disponibilità la vendita, l’inserimento avverrà in maniera continuativa e ovviamente gratuita. Per contattarci usate l’email info@valnerinaonline.it

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TERREMOTO: I NUMERI DELLA CRISI SECONDO COLDIRETTI

Le scosse mettono a rischio un sistema che offre lavoro solo nella fase di produzione agroalimentare ad almeno diecimila persone. Dalla lenticchia di Castelluccio al pecorino dei Sibillini, dal Vitellone Bianco Igp alla patata rossa di Colfiorito, dallo zafferano al tartufo, fino al prosciutto di Norcia Igp. Sono tanti i prodotti individuati dalla Coldiretti da tutelare. Nelle prossime settimane dovrebbero esser montate delle stalle e, in base all’incontro avvenuto tra il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e gli Assessori delle Regioni colpite, dovrà arrivare la copertura del mancato reddito delle imprese di allevamento stabilito in un aiuto a capo bovino di circa 400 euro con l’aumento degli stanziamenti da 1 a 10 milioni per gli allevatori colpiti. Una corsa contro il tempo per l’arrivo del freddo invernale. «L’emergenza è peggiorata e molte aziende oggi – precisa il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – rischiano di chiudere per sempre se non si creano le condizioni per restare sul posto». Nelle aziende agricole ed in quelle agroalimentari si contano danni strutturali ed anche ad impianti e strumenti mentre la presenza di frane e smottamenti sulle strade rurali impedisce la circolazione e la raccolta e consegna dei prodotti. Sono circa 3mila le aziende agricole a rischio nei territori terremotati dei comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c’è un’elevata significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, secondo una stima della Coldiretti.

(foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)