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Genova, uccide moglie e figlie e poi si toglie la vita. «Troppi problemi. Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito»

«Troppi problemi. Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito. Per questo vi porto con me». Lo ha scritto nella lettera di addio trovata nella sua abitazione poco dopo la strage Mauro Agrosì, il poliziotto di 49 anni che questa mattina a Genova ha ucciso la moglie e le figlie di 10 e 14 anni con la pistola d’ordinanza e poi ha puntato l’arma contro se stesso e si è tolto la vita. Agrosì due anni fa aveva perso il fratello caduto da una finestra in circostanze ancora da chiarire. Avrebbe accumulato alcuni debiti di gioco ma non così alti da giustificare un gesto così grave. Sul caso indaga la polizia che in queste ore sta ascoltando parenti, amici e colleghi dell’agente.

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MAURO AGROSI’ E IL SUICIDIO DEL FRATELLO

Il poliziotto sarebbe dovuto rientrare a lavorare domani dopo un periodo di riabilitazione a cui si era sottoposto dopo un intervento a un ginocchio. Il rientro in servizio, secondo le ipotesi avanzate dagli inquirenti, avrebbe potuto significare per l’agente ricadere nella trappola del gioco visto che secondo le testimonianze di alcuni colleghi l’uomo usciva molto spesso dalla caserma per andare in una vicina tabaccheria per acquistare biglietti di lotterie istantanee. Agrosì, sposato con Rosanna Prete e padre di Martina e Giada, 14 e 10 anni, alla fine degli ’80 era stato travolto da un camion mentre era sull’auto di servizio e ricoverato in coma all’ospedale. L’uomo si era ripreso dall’incidente, ma subì un nuovo trauma con il suicidio del fratello.

IL POLIZIOTTO AL 113: “VI LASCIO LA PORTA APERTA, HO UCCISO TUTTI”

«Vi lascio la porta aperta, ho ucciso tutti», ha detto il poliziotto ai colleghi del 113 poco prima di togliersi la vita. L’uomo lavorava nel sesto reparto mobile di Bolzaneto come tecnico dei computer: da anni aveva scelto di non rivestire più ruoli operativi.

(in copertina la moglie Rosanna Prete con le figlie Martina e Giada. ANSA)