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Il Fatto: Renzi contatta Berlusconi per spostare il voto dopo il 4 dicembre

Secondo il Fatto Matteo Renzi avrebbe contattato Silvio Berlusconi per spostare la data del referendum. Il presidente del Consiglio, intimorito dai sondaggi prevalentemente negativi, sarebbe favorevole a far svolgere il voto nella primavera del 2017. Il leader di Forza Italia avrebbe però seccamente respinto l’offerta. Come capita sovente, probabilmente l’indiscrezione del Fatto verrà smentita, anche se ci sono diversi segnali che indicano i favori per lo spostamento della data del referendum costituzionale.

EDIT: come già anticipato, il Governo ha smentito il pezzo del Fatto come, parzialmente, le dichiarazioni di Alfano. Ecco un lancio dell’Adnkronos.

Fonti di Palazzo Chigi smentiscono categoricamente l’ipotesi del rinvio del referendum, così come emerge dai riflessi di stampa. Ne è dimostrazione – sottolineano le stesse fonti – l’agenda di Renzi che domani sera alle 21 sarà a una manifestazione di campagna elettorale a Padova.

REFERENDUM COSTITUZIONALE, NON SI VOTA IL 4 DICEMBRE?

Questa mattina il ministro degli Interni Angelino Alfano ha dichiarato in un’intervista radiofonica che sarebbe favorevole a un rinvio della data del referendum solo se l’opposizione lo chiedesse per evitare di svolgere una aspra campagna elettorale a così breve distanza dal terremoto. Il leader NCD smentisce così, rimarcando la contrarietà del Governo, l’indiscrezione con cui il Fatto Quotidiano apre la sua edizione di mercoledì 2 novembre 2016. In un articolo di Fabrizio D’Esposito una fonte vicina a Silvio Berlusconi evidenzia come Matteo Renzi abbia contatto l’entourage del leader di Forza Italia per spostare la data del voto del 4 dicembre, descrivendolo come una supplica.

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LE VOCI SULLO SPOSTAMENTO E IL RICORSO DI VALERIO ONIDA

Il pezzo di D’Esposito rilancia un tweet di Pierluigi Castagnetti che ha proposto di rinviare il referendum a causa del terremoto, una ipotesi da concordare insieme a tutto il Parlamento, come chiaro segnale di quanto questa ipotesi sia discussa nei palazzi romani. Il Fatto evidenzia in particolar modo come Giorgio Napolitano spinga per questa soluzione. Il presidente della Repubblica è sempre più preoccupato per la sconfitta del Sì, e di conseguenza vedrebbe con favore anche il cosiddetto spacchettamento del quesito chiesto dal ricorso di Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale storicamente vicino al centrosinistra.

PER IL FOGLIO MATTARELLA, NON RENZI, VUOLE LO SPOSTAMENTO DEL REFERENDUM

L’indiscrezione rilanciata dal Fatto Quotidiano è parzialmente ripresa dal Foglio. Sul giornale di Claudio Cerasa si può leggere come sia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a valutare con favore lo spostamento del referendum costituzionale,. Il capo dello Stato è particolarmente preoccupato per l’instabilità che seguirebbe alla bocciatura del Ddl Boschi, vista l’intenzione di Matteo Renzi di dimettersi in caso di vittoria del No. Il presidente del Consiglio sarebbe invece contrario allo spostamento perché renderebbe impossibile la vita del Governo un simile segno di debolezza.