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Massimiliano Parente insiste: «La mia era una provocazione, non ho augurato la morte a nessuno»

Massimiliano Parente è molto soddisfatto. Beato lui. Invece di provare un minimo di vergogna per quanto scritto ieri su Facebook, in una lunga lunga intervista su Radio Rock 106.6 con Emilio Pappagallo ed Emiliano Rubbi, lo scrittore è tornato su quanto scritto ieri sul popolare social network. Parente, infatti, era finito nell’occhio del ciclone – perché – poche ore dopo un terremoto devastante, che aveva causato molti crolli, pensando di essere spiritoso scriveva: “Il crollo delle chiese però è divertente”. Forse pensava di essere spiritoso.

Non contento, lo scrittore e firma de Il Giornale oggi è tornato sulla questione e ai microfoni della storica emittente romana, ha puntualizzato: “Nelle ultime ore ho ricevuto centinaia e centinaia di auguri di morte, ma io non ho mai gioito per le persone che rimangono sotto le macerie dei terremoti e non ho augurato la morte a nessuno”.

Come spesso accade quando si scrive una stupidaggine, Parente si nasconde dietro la “provocazione”. E infatti dice: “La mia era una provocazione, perché la chiesa è un luogo di culto dove si prega Dio e Dio, tradizionalmente nella Bibbia, è colui che manda i terremoti. Quindi è curioso che una chiesa, che è il luogo di Dio venga distrutto da Dio stesso”.

Parente ha inoltre colto l’occasione per rispondere a quanti, in una sequela di invettive virtuali, lo hanno accusato di iconoclastia: “Parlavo della Chiesa come luogo in cui si prega. È curioso, poi, che tutte queste preoccupazioni vengano da un Paese che se ne sbatte completamente del patrimonio artistico. E lo dico da laureato in storia dell’arte”.

Neanche una parola di scuse da parte di Parente, che evidentemente non si è reso conto di quanto ha scritto. Parente ha poi raccontato di quanto all’ondata di indignazione che lo ha travolto, si fossero accodate anche persone a lui molto vicine come Alessandro Sallusti – che in un tweet ha chiosato: “Con le chiese crolla anche un pezzo di noi, il mio amico Massimiliano Parente è addirittura precipitato negli abissi della stupidità” – , il suo agente della Mondadori e Vittorio Feltri. Con quest’ultimo Parente ha un libro in uscita l’8 novembre dal titolo “Il vero cafone”, ma non si è detto preoccupato per eventuali boicottaggi nelle vendite: “Non mi sono posto mai il problema tra quello che dico e quello che poi raccolgo in termini di consensi o meno”.

Insomma, oltre ad un tweet stupido a Massimiliano Parente dobbiamo imputare il fatto di farci trovare d’accordo con Sallusti. Ma molto più prosaicamente, quello status dello scrittore serviva solo a pubblicizzare il suo libro con Vittorio Feltri, “Il vero Cafone”. Mai titolo fu più appropriato