L’odissea dei 40 mila sfollati del terremoto in Centro Italia

di Redazione | 31/10/2016

radio maria terremoto

Gli sfollati del nuovo terremoto in Centro Italia sono almeno 40 mila. Solo nelle Marche 28 mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case dopo il sisma. Il numero degli sfollati potrebbe crescere, e dopo il terremoto si pone il problema dell’alloggio provvisorio di decine di migliaia di persone. Il Governo è intenzionato a non far passare l’autunno e l’inverno nelle tende, nonostante molti abitanti di Marche, Umbria e Lazio non vogliano abbandonare i loro luoghi di residenza.

 

QUANTI SONO GLI SFOLLATI DEL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

Per fortuna il nuovo terremoto in Centro Italia non ha provocato vittime. La mobilitazione della Protezione civile, le strutture antisismiche predisposte in passato e all’evacuazione delle zone recentemente colpite dal sisma hanno favorito la riduzione del danno dal punto di vista delle persone colpite. Il nuovo terremoto ha però provocato enormi disagi. Il numero degli sfollati è cresciuto in numero impressionante, arrivando ad almeno 40 mila. Una stima destinata probabilmente a crescere. Oltre alle 28 mila persone sfollate nelle Marche, il numero delle persone da assistere è compreso tra le 10 e le 15 mila in Umbria -3 mila solo a Norcia -, circa 2 mila nel Lazio e poco meno di mille in Abruzzo.


LEGGI ANCHE

Terremoto Centro Italia, la terra trema ancora: almeno 25mila sfollati

DOVE VIVONO GLI SFOLLATI DEL TERREMOTO

La Protezione civile allestirà nelle prossime settimane casette di legno, mentre al momento continuano ad arrivare brande, tende e cucine da campo per l’emergenza. Il Governo Renzi è contrario alla permanenza degli sfollati nelle tende. Per il freddo, e per le difficoltà di vivere in una simile situazione d’emergenza, benché molte persone preferiscano rimanere sotto una tenda piuttosto che abbandonare i propri luoghi di residenza e lavoro. Il commissario Vasco Errani ha rimarcato in un pezzo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere come non abbia senso dormire in macchina, invitando le persone ad accettare un trasferimento in zone non lontane dalle loro abitazioni. I marchigiani partiti per gli alberghi sulla costa sono circa duemila, altri 5 mila hanno invece preferito le strutture di prima accoglienza. Gli umbri trasferitisi verso il Trasimeno erano 400, 500 sono rimasti nei centri di accoglienza.

COME VIVONO GLI SFOLLATI DEL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA

La Protezione civile e i Vigili del Fuoco hanno già individuato le aree dove saranno allestite le case provvisorie, anche se ci vorranno mesi per compiere il lavoro necessario di urbanizzazione. Finora il Governo ha stanziato 90 milioni di euro per le spese post terremoto, si stima però che servirà almeno il doppio. Ulteriori finanziamenti copriranno i contributi ai nuovi sfollati. I disagi sono particolarmente forti nelle Marche, come racconta un reportage di Mattia Feltri su La Stampa.

Fabriano gli sfollati sono trecento, ieri notte hanno dormito nel Palasport e in un treno messo a disposizione delle Ferrovie. L’intero centro storico di Leonessa è stato evacuato. A Ussita, devastata dalla scossa del 26 ottobre, sono rimasti in duecento, prima erano quasi cinquecento. Questa terra a cavallo fra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, circa centomila abitanti, è ridotta a un niente di macerie e case medievali inabitate,