Maria De Filippi: «Ho rinunciato a 180 milioni»

03/08/2016 di Redazione

«Ho rinunciato ad un’offerta da 180 milioni di euro». È la rilevazione di Maria De Filippi in un’intervista esclusiva rilasciata al settimanale Oggi. La popolare conduttrice di ‘Amici’ e ‘C’è posta per te’ sarebbe stata protagonista di una programmazione di tre anni su Discovery. I 180 milioni sarebbero stati messi a disposizione per l’intera operazione e non solo per la presentatrice.

 

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MARIA DE FILIPPI: «180 MILIONI PER UNA PROGRAMMAZIONE DI TRE ANNI»

«Abbiamo parlato con i responsabili di Discovery – ha spiegato la De Filippi – della possibilità di avere un intero canale a disposizione: 180 milioni, una cifra esorbitante, non erano per me, ma per l’intera operazione. Per una programmazione 24 ore su 24 per tre anni non così tanti, considerando che si trattava di una rete ‘in chiaro’ che doveva competere nel panorama tv. Da un lato è stata una grossa gratificazione, dall’altra avevo anche la paura di non essere all’altezza. Non si tratta solo di condurre o produrre per altri ma di creare un vero palinsesto e bisogna avere competenze anche nel marketing. Ho avuto l’impressione che si trattasse di un altro lavoro e ho pensato fosse il caso di continuare il mio».

MARIA DE FILIPPI: «NON SONO REGINA DI NIENTE»

Nell’intervista ad Oggi la conduttrice ha anche affermato che il marito Maurizio Costanzo «è importante perché è quello che mi ha insegnato tutto». E ha detto di non sentirsi la regina della tv. «Non mi sento regina di niente», ha dichiarato. «Siamo persone che riempiono un elettrodomestico, come il Dixan per la lavatrice».

Maria De Filippi ha anche ricordato qualche delusione professionale: ««Prima non accettavo l’idea di produrre altri programmi, perché ogni volta che un programma andava male la responsabilità era mia… Ricordo Missione Impossibile, che forse era troppo avanti rispetto a quei tempi. Venivo da una scuola molto dura, per sette anni nelle riunioni non potevo dire una parola e dovevo adeguarmi alle scelte altrui. L’errore di quel programma era quindi la voglia di liberarmi e provare a fare da sola: mi chiesero se volevo degli autori e con aria sprezzante dissi di no. Ho preso una sonora bastonata, che mi è servita perché ho capito che certe figure servono eccome… L’idea di produrre mi piaceva e però mi spaventava. Oltre alla possibilità di sbagliare, che io invece contemplo e rivendico, c’era il fatto che, se sbagliavo, altre persone ne venivano penalizzate. Ma pian piano ho superato questa apprensione. E abbiamo fatto il Coca Cola Summer Festival e Temptation Island».

(Foto: ANSA / GIORGIO ONORATI)

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