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La maledizione del binario unico e non solo: le possibili cause dell’incidente tra i due treni in Puglia

Errore umano? Si indaga sull’incidente ferroviario in Puglia dove due treni della Ferrotramviaria (le ferrovie del Nord barese) si sono scontrati su un tratto a binario unico tra Corato e Andria. Il bilancio delle vittime supera le 10 persone. Sul caso il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ha annunciato una commissione di indagine.

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INCIDENTE TRENI PUGLIA CAUSE: FERROTRAMVIARIA “NON DIPENDE DAI LAVORI IN CORSO”

«Non si sa ancora nulla sulle cause dell’incidente, è ancora presto. Abbiamo aperto un’inchiesta interna, oltre a quella della magistratura. Gestiamo 196 treni al giorno, non era mai successo nulla di simile. Ci sono tutti i tecnici sul posto e ora la priorità da gestire è anche il grosso flusso di pendolari che ogni giorno viaggia su questa tratta e che dovrà essere trasportato con autobus». A spiegarlo è il portavoce della società Ferrotramviaria che gestisce i treni coinvolti nello scontro. Ferrotramviaria spiega anche che quello dove è avvenuto l’incidente è l’ultimo tratto a binario unico perché sugli altri ci sono lavori in corso per il raddoppio della linea. L’incidente, precisano, non è riconducibile ai lavori in corso.

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NON SOLO COLPA DEL BINARIO UNICO: SUL PUNTO DISATTIVO IL SCMT

Il binario unico è una maledizione dei treni italiani. Si tratta spesso di incidenti mortali, l’ultimo avvenuto il 20 gennaio a Cagliari. I due treni che si sono scontrati questa mattina nella campagna barese appartengono alla Ferrotramviaria – Ferrovie del Nord Barese. Percorrevano il tratto in senso opposto e si sono scontrati frontalmente in un tratto in cui si può correre fino a 100 chilometri orari. I due treni hanno percorso questa linea per 10 chilometri in senso opposto, senza che nessuno abbia avvisato i convogli. La tratta dov’è avvenuto l’incidente è esercitata con blocco telefonico e non dispone di SCMT – Sistema Controllo Marcia Treno in uso sulla rete RFI. La Ferrotramviaria Spa, titolare di un contratto di servizi stipulato con la Regione Puglia, gestisce l’infrastruttura ferroviaria per 83 chilometri di cui oltre 40 di doppio binario. Nella regione sono 531 i chilometri a binario unico e 297 quelli a doppio binario. E il ripetitore di segnale, che blocca automaticamente in treno in caso di errore umano, è attivo solo su 170 km.  La linea interessata dallo scontro è attualmente è elettrificata e a scartamento normale, a doppio binario nel tratto Fesca San Girolamo – Ruvo (circa 33 km), mentre per i restanti 37 chilometri si trova appunto a binario unico. Si indaga sempre più sull’errore umano. Una cosa però pare certa: non è entrato in azione né il sistema di scambio che è automatico, né tantomeno l’allarme.

L’IMPORTANZA DEL SCMT

«Non è tanto il binario unico, circa la metà della tratta in Italia lo è, ma la tecnologia a evitare gli incidenti». A dirlo all’Adnkronos è Giuseppe Sciutto, presidente del Consorzio nazionale interuniversitario per i Trasporti e la Logistica, oltre che docente ordinario di “Sicurezza dei Trasporti” alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova. «Da noi il rischio è basso anche rispetto ad altri Paesi come la Spagna – aggiunge Sciutto -. Non è tanto il binario: se il personale di macchina è assistito dalla tecnologia, il Sistema di controllo marcia del treno (Scmt) interviene fermando il treno per esempio se per errore passa con il rosso».

(in copertina foto ANSA/VIGILI DEL FUOCO)