L’uccisione di un nero da parte di un poliziotto trasmessa su Facebook

di Redazione | 08/07/2016

Philando Castile

Philando Castile è solo l’ultimo dei purtroppo tanti afro-americani vittime della polizia americana. Il nero di 32 anni è stato ucciso da un poliziotto che aveva fermato la sua macchina. La sua fidanzata, Lavish Reynolds, ha diffuso su Facebook un video in cui sono stati ripresi i momenti successivi al ferimento di Philando Castile, e la sua conseguente morte.

PHILANDO CASTILE, MORTE SU FACEBOOK

In questi giorni un drammatico video è diventato virale su Facebook. Si tratta del filmato della uccisione di Philando Castile, condiviso dalla sua fidanzata Lavih Reynolds. Il video è vicino a 5 milioni di visualizzazioni, ed è particolarmente cruento. Philando Castile è ripreso in agonia, negli ultimi momenti della sua vita dopo esser stato ferito da un poliziotto. Un agente della polizia dello stato del Minnesota ha sparato sull’afro-americano dopo un controllo della sua macchina. Il video non riprende la dinamica dell’uccisione, ma si può sentire il racconto che ne fa Lavish Reynolds. La fidanzata dell’afro-americano ucciso spiega come il poliziotto abbia chiesto a Castile di mostrare un documento di riconoscimento. L’uomo ha detto di aver con se un’arma, e quando ha mosso il braccio l’agente ha sparato quattro colpi.

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SCOPPIANO LE PROTESTE DOPO LA MORTE DI PHILANDO CASTILE

Nel video si sente il poliziotto urlare a Castile ormai agonizzante di avergli intimato di non muovere il braccio, ma la sua fidanzata lo smentisce rimarcando come gli avesse chiesto in precedenza di estrarre un documento di riconoscimento. La morte di Castile, che appare una vera e propria esecuzione, si è verificata solo due giorni dopo l’uccisione di un altro afro-americano in Lousiana, un venditore ambulante di CD che aveva protestato contro il controllo della polizia. I due casi hanno generato nuove tensioni razziali negli Stati Uniti, sfociate nell’omicidio di diversi poliziotti a Dallas durante le proteste degli afro-americani per la discriminazione violenta subita dalle forze dell’ordine.