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Migrante ucciso a Fermo, una testimone difende Amedeo Mancini, ma non ci sono riscontri alle sue parole

Emerge nelle ultime ore una versione diversa del pestaggio mortale subito martedì scorso da un migrante nigeriano a Fermo. Secondo Pisana Bachetti, super testimone della lite, sarebbe stato il 36enne Emmanuel Chidi Namdi (la vittima) ad aggredire inizialmente l’ultrà della Fermana Amedeo Mancini (fermato per omicidio). Parole che però ancora non hanno trovato riscontri oggettivi. Emmanuel, deceduto ieri alle 20 dopo essere finito in coma irreversibile, avrebbe (condizionale d’obbligo) quindi reagito con veemenza agli insulti razzisti rivolti da Mancini alla sua compagna Chimiary, la causa dello scontro. Pisana Bachetti, la prima ad avvertire la polizia dopo lo scontro, ha affermato:

«Purtroppo ho assistito alla scena e ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie. Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale».

E ancora:

«Ero presente e voglio precisare che quel povero ragazzo nigeriano, prima di cadere a terra per un pugno subìto, si è reso protagonista di un vero e proprio pestaggio del 39enne fermano. Per quattro o cinque minuti è stato attaccato simultaneamente dal giovane di colore e da sua moglie. Lui addirittura lo ha colpito con un segnale stradale trovato nei pressi facendolo cadere a terra e poi hanno continuato a picchiarlo. Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore. Casualmente sono giunti sul posto gli agenti delle polizia municipale, perché, nel frattempo, la moglie di Emmanuel aveva fatto una telefonata ed erano arrivati una quindicina di nigeriani pronti ad entrare in azione».

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La donna ha anche espresso un parere personale:

«Poi diventa facile parlare di razzismo, ma dovevate esserci per capire la furia dell’aggressione a danni di quel fermano».

(Foto di copertina: ANSA / IL REDATTORE SOCIALE)