venditori di rose picchiati
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La strana storia dei venditori di rose aggrediti e picchiati dal branco perché non conoscevano il Vangelo

Picchiati e insultati. Anche perché non conoscevano il Vangelo. Due giovani bengalesi sono stati aggrediti da alcuni giovani mentre si trovavano a vendere rose sul lungomare di Porto d’Ascoli.
Riporta il Corriere Adriatico:

«Li hanno picchiati perché non conoscevano il Vangelo». E’ il racconto choc di alcune persone che hanno assistito a un pestaggio di due giovani bengalesi avvenuto sul lungomare di Porto d’Ascoli. I due, che erano in giro per gli chalet della Riviera per vendere delle rose, sarebbero stati avvicinati da un gruppo di giovanissimi.
Il gruppo avrebbe iniziato a schernirli, quindi dallo scherzo si sarebbe passato a qualcosa di più pesante tanto che alcuni ragazzi del gruppo avrebbero iniziato a chiedere ai due bengalesi se conoscevano il Vangelo. Prima hanno iniziato a spintonarli e a prenderli a calci, poi l’aggressione.
Una vicenda durata pochissimi minuti ma andata in scena di fronte agli occhi di decine di persone. Qualcuno avrebbe anche chiamato le forze dell’ordine ma i protagonisti dell’aggressione sarebbero stati lesti a sparire facendo perdere le tracce. Stesso discorso per i due malcapitati venditori di rose che una volta rialzati da terra si sono allontanati velocemente dal lungomare.

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LA GUERRA DELLE ROSE SUL LUNGOMARE DI PORTO D’ASCOLI

Anche Il Resto del Carlino parla di una aggressione, avvenuta però il 30 luglio. Qui la storia sembra decisamente diversa: calci, pugni e cinghiate tra quattro bengalesi per la spartizione del territorio.

Un episodio che ha visto coinvolti quattro connazionali, ma i segnali non sono promettenti, poiché la lotta per la spartizione del territorio o quant’altro c’è sotto, può portare ad eventi pericolosi. L’aggressione che nessuno si aspettava è andata in scena verso le quattro della notte fra mercoledì e giovedì. A chiedere l’intervento dei carabinieri sono stati due ragazzi del Bangladesh, di 24 e 21 anni, in regola col permesso di soggiorno, che erano stati aggrediti a calci, pugni e cinghiate, poi rapinati dei rispettivi portafogli che contenevano, globalmente, circa 500 euro. I militari dell’arma sono intervenuti, hanno raccolto le testimonianze dei due ragazzi i quali hanno descritto i loro aggressori ed hanno anche fornito elementi per farli rintracciare nei rispettivi alloggi. In poco tempo i carabinieri li hanno rintracciati e tratti in arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso.

Storia similare a quella raccontata da RivieraOggi.