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Virginia Raggi e la cena con Luigi Di Maio

Virginia Raggi ha cenato con Luigi Di Maio per risolvere la grana 5 stelle a Roma. Dopo le difficoltà che sta subendo nella creazione della sua giunta e nelle tante beghe interne al Movimento la sindaca si affida al vicepresidente alla Camera per far quadrare i suoi conti. Conti e squadra che, secondo diversi retroscena in questi ultimi giorni, il fronte capitanato dalla deputata Roberta Lombardi non vuole sostenere. Il Corriere descrive il climax tra le due fazioni:

Due giorni di «stacco», col telefonino spento e poca voglia di pensare alle beghe di questi giorni. Virginia Raggi, per una domenica, molla tutto e se ne va in campagna col figlio. Agli strettissimi amici che l’hanno intercettata, ha solo fatto capire di essere piuttosto arrabbiata e anche innervosita per come stanno andando le cose. Anche oggi, fa sapere, non avrà appuntamenti pubblici. Sembra quasi una preparazione alla «battaglia», al vertice tra lei e il minidirettorio romano. Un gruppo nel quale, adesso, si ritrova tutti contro: alla nemica giurata Roberta Lombardi e al capogruppo regionale Gianluca Perilli che fa riferimento alla deputata, si aggiungono infatti Paola Taverna e il capogruppo all’europarlamento Fabio Massimo Castaldo che proprio della Taverna era assistente parlamentare.

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VIRGINIA RAGGI E L’AIUTO DI DI MAIO (MENTRE DIBBA FA UN PASSO DI LATO)

Di Battista si è un po’ defilato dopo il tentativo, fallito, di porre pace proponendo dopo le comunarie Raggi sindaco e Marcello De Vito, uomo lombardiano da 6 mila preferenze, come suo vice. Così Di Maio ha avuto un confronto con Raggi dopo la telefonata di Beppe Grillo alla neoeletta a Roma:

 È stato lui a portare a cena la Raggi dopo la telefonata di Beppe Grillo, colloquio nel quale la sindaca aveva persino minacciato le dimissioni, se non le veniva garantita autonomia. Cena a due, visto che la Raggi ha chiesto che non fossero presenti né Lombardi né Taverna. Ed è sempre Di Maio che, in queste ore, sta cercando di «puntellare» la giunta, inserendo alcune figure: la prima è stata quella di Laura Baldassarre, dirigente Unicef e già collaboratrice di Vincenzo Spadafora (oggi capo delle relazioni istituzionali di Di Maio) quando era Garante per l’Infanzia. Sempre lui sta pressando il dirigente Consob Marcello Minenna, per fargli accettare un ruolo «tecnico»: se non assessore, almeno capo di gabinetto o Ragioniere del Comune. Tutte mosse che denotano un aspetto: Di Maio sa che, su Roma e sull’amministrazione Raggi, M5S si gioca tutto, anche a livello nazionale. E, se fallisce, ne andrebbe anche delle sue speranze di diventare premier.

(foto ANSA/ANGELO CARCONI)