Chiara Appendino
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Appendino, riscossa sulla Tav: «Il problema è il tunnel». Retroscena: incontro con Agnelli

Sono destinate a generare nuove polemiche le ultime dichiarazioni del neosindaco di Torino Chiara Appendino sulla Tav Torino-Lione, la grande opera alla quale il Movimento 5 Stelle si è sempre opposto con convinzione. Il primo cittadino, rispondendo dopo 48 al ministro sulla riduzione dei costi, ha affermato che il problema non è il tratto Torino-Susa, ma «il tunnel di base, il cuore di un’opera inutile». Scrive Paolo Griseri su Repubblica:

Il problema non è il tratto Torino-Susa ma proprio «il tunnel di base, il cuore di un’opera inutile». Su quel cuore la neosindaca Chiara Appendino non ha competenza alcuna perché il tunnel di base è stato deciso e finanziato da un accordo internazionale tra Italia-Francia e Unione Europea. E lei stessa lo ha riconosciuto in campagna elettorale: «Un sindaco non può impedire l’opera». Ma ci sono voluti due giorni di riflessione prima che Appendino rispondesse a quella che suona come una sconfitta per i politici che giudicano «inutile» anche l’Osservatorio: dopo due anni di lavori sui progetti della parte italiana l’organismo è riuscito a ridurre i costi da 4,3 a 1,7 miliardi di euro. E lo ha fatto proprio accogliendo uno dei principi invocati da chi un tempo si opponeva all’opera poi decisa: utilizzare il più possibile la linea esistente. Quarantotto ore dopo Appendino si esprime: «Il cosiddetto progetto del Tav low cost — dice la sindaca — non è una novità. Il problema non è la riduzione del percorso ma il tunnel di base, cuore di un’opera inutile e costosissima». I suoi collaboratori ricordano la dichiarazione della sindaca in campagna elettorale: «Andremo all’Osservatorio. Ripeteremo le ragioni del no. Valuteremo le reazioni e senza risposte usciremo».

Una replica alle parole della Appendino non si sono fatte attendere:

«Un’opera inutile e costosissima? Aggettivi infondati e surreali», replica il commissario di governo Paolo Foietta. Che aggiunge: «Bloccare l’opera significa consegnare il traffico merci alle sole autostrade, alla faccia della cultura ambientalista».

 

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IL FACCIA A FACCIA APPENDINO-AGNELLI

Intanto un articolo di retroscena del Messaggero parla di un incontro tra il sindaco e Andrea Agnelli. Appendino avrebbe dunque ricevuto un’apertura di credito da parte della casa regnante
torinese. Il faccia a faccia tra il primo cittadino pentastellatao e l’erede di casa Fiat sarebbe avvenuto nei giorni precedenti il ballottaggio. Scrive Giampiero Timossi:

Nella stessa stanza Chiara Appendino, 32 anni e Andrea Agnelli, quarant’anni. Entrambi torinesi, giovani, juventini. Entrambi borghesi, con sfumature diverse, certo. All’appuntamento erano presenti almeno altre due persone. Con Agnelli c’era Claudio Albanese, 43 anni, “head of communication and external relation” della Juventus. Tradotto: il capo supremo della comunicazione bianconera. Con la futura sindaca Luca Pasquaretta, uno degli uomini chiave della campagna torinese dei Cinque Stelle. A incontrare la (in quel momento) futura sindaca è stato Andrea Agnelli, e non John Elkann, nipote dell’Avvocato e oggi anche presidente di Fiat Chrysler Automobiles. Ma lo stesso Elkann ha benedetto, con toni inequivolcabili, l’elezione all’indomani del risultato: «L’auspicio è che, con questo cambiamento, si possa preservare la tradizionale forza della città. Tanti auguri di buon lavoro al nuovo sindaco». Ancora più sintetico Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA: «Non credo cambierà qualcosa per noi».

Insomma, probabilmente il nuovo sindaco Appendino non fa paura alla borghesia torinese.

(Foto: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)