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L’orrido titolo del Giornale sui «bamboccioni» assassini di Dacca

La strage di Dacca costata la vita a 20 persone, tra cui 9 italiani, ha suscitato una forte emozione. In Italia diversi quotidiani continuano la triste tradizione di prime pagine assurdamente forzate per descrivere i sentimenti di sdegno suscitati da una simile tragedia. Il Giornale ha banalizzato la provenienza benestante di diversi terroristi con la definizione di «bamboccioni».

IL GIORNALE E LA BANALIZZAZIONE DI UNA TRAGEDIA

Il termine «bamboccioni» è una espressione infelice per descrivere i giovani tra i 25 e i 35 anni che vivono ancora in famiglia vista la loro incapacità di vivere in modo indipendente. L’accezione denigratoria di «bamboccioni» ignora le difficoltà dei tantissimi under 40 che si trovano in un mercato del lavoro asfittico e spesso incapace di regalare opportunità professionali dignitose. L’utilizzo di questa espressione ha poco senso quando si parla di giovani italiani, mentre non ne ha alcuna quando si descrivono tragedie come quelle di Dacca. Il Giornale di Alessandro Sallusti ha però deciso di sfidare il buon senso titolando con un orrido « Sgozzati dai bamboccioni» la sua apertura di lunedì 4 luglio in riferimento ai 9 italiani uccisi in Bangladesh.

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LA STRAGE DI DACCA E IL COMMANDO DEGLI ASSASSINI

Numerosi giornali italiani hanno dedicato le loro prime pagine alla provenienza benestante degli assassini che hanno compiuto l’assalto a un bar della capitale del Bangladesh. Diversi dei terroristi erano classici ragazzi di buona famiglia: studenti universitari, figli di genitori con professioni o ruoli istituzionali importanti, che per l’ennesima volta smentiscono la tesi del jihadismo come ribellione alla povertà. Uno dei jihadisti era figlio di uno dei leader del partito che governa il Bangladesh. La provenienza benestante, alto borghese in termini occidentali, dei terroristi non è certo una novità: anche il commando dell’11 settembre era composto da studenti universitari e figli di famiglie sauditi importanti. Banalizzarlo con un insulso «bamboccioni» non ha senso, anche perchè il termine nulla c’entra con giovani purtroppo così motivati da diventare assassini per perseguire i loro perversi ideali. E pensare che senza “Il Giornale” per una volta ce la saremmo potuta prendere con “L’Unità”. Il suo “I terroristi della villa accanto” era anch’esso parecchio urticante.

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