Attentato Dacca: ad uccidere jihadisti giovani, ricchi, eleganti e colti

di Redazione | 04/07/2016

Attentato Dacca

Isis o non Isis? È intorno a questo interrogativo che lavorano in queste ore ancora esponenti governativi, servizi di intelligence e media del Bangladesh dopo il massacro di 20 civili stranieri, tra cui 9 italiani, compiuto venerdì scorso nella Holey Artisan Bakery di Dacca.

ATTENTATO DACCA, JIHADISTI BORGHESI

Ciò che più sorprende dell’identikit degli attentatori è la loro vita parallela. Secondo la versione del ministero dell’Interno, da giovani terroristi rampolli di ricche famiglie locali si erano trasformati in miliziani nelle file della jihad per moda. La loro azione in un gettonato ristorante della classe medio-alta, la più grave mai registrata nella storia del Paese, ha costretto il governo, che ha sempre negato le infiltrazioni delle grandi organizzazioni terroristiche in Bangladesh, ad esaminare con la dovuta attenzione la rivendicazione dell’azione da parte dei seguaci del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

 

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A quanto pare gli assalitori di Dacca erano 7 (6 dei quali morti mentre uno è stato arrestato). La polizia ha confermato che i 7 aggressori erano di origini bengalesi e 5 di loro erano ricercati. Li descrive Elena Romanazzi sul Mattino:

Vite parallele. Giovani modello e combattenti. I cinque attentatori non vengono dai sobborghi e non patiscono fame e ingiustizie. Sono universitari, figli di famiglie benestanti, giovani della Dhaka «bene», soldi, auto e donne. L’altra vita, segreta, l’hanno passata con la testa dentro i siti degli jihadisti, a studiarne le mosse, a comprendere le modalità di intervento, gli obiettivi, a cercare forse agganci se non all’estero proprio in Bangladesh. Cinque dei sette attentatori hanno volti e nomi pubblicati sul Site Intellegence group subito dopo la strage al bar ristorante con tanto di foto, kefia rossa in testa, kalashnikov e sorrisi smaglianti. Immagini agli vaglio degli analisti. I nomi di battaglia: Akash, Bikash, Don, Badhom e Ripon. Avevano tra i 21 e i 27 anni. Vivevano a Dhaka ma questi non erano le loro vere identità. Tre degli attentatori sono stati riconosciuti da amici e ex compagni di scuola.

Gli attentatori erano ricercato da mesi. Erano di buone maniere. Vestivano bene. Uno di loro, ad esempio, vero nome Nibras Islam, aveva studiato alla North South University, una delle più prestigiose università private di Dacca. I suoi studi erano poi proseguiti alla Monash University, in Malaysia. Un altro stragista, invece, è il figlio di un membro del partito di governo identificato con un nome diverso rispetto a quello fornito dalla polizia. Si chiamerebbe Meer Saameh Mubasheer. Un terzo attentatore al quale amici ed ex compagni di classe hanno dato un nome è Rohan Imtiaz, figlio di Imtiaz Khan Babul, uno dei leader a Dhaka dell’Awami league, il partito di governo della premier Sheikh Hasina.

(Foto: Zakir Hossain Chowdhury / Anadolu Agency)

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