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Austria, il ballottaggio delle presidenziali è da rifare

La Corte costituzionale austriaca ha ordinato la ripetizione del ballottaggio delle presidenziali vinte da Alexander Van der Bellen. Secondo il massimo tribunale non ci sono stati brogli, ma ripetute infrazioni alla normativa elettorale, nello scrutinio del voto per corrispondenza. Il secondo turno delle presidenziali austriache è previsto per settembre, e dopo la fine del mandato di Heinz Fischer il Paese rimarrà senza un Capo dello Stato effettivo.

AUSTRIA, BALLOTTAGGIO DELLE PRESIDENZIALI DA RIFARE

La causa promossa dalla destra nazionalista austriaca FPÖ ha avuto successo, almeno nell’obiettivo principale dell’azione legale promossa dal partito di Heinz-Christian Strache e Norber Hofer. La Corte costituzionale austriaca ha riconosciuto numerose infrazioni alla normativa elettorale per quanto riguarda il ballottaggio vinto da Alexander Van der Bellen, che è stato di conseguenza annullato. I magistrati costituzionali hanno negato l’esistenza di brogli, ma hanno evidenziato come in 14 circoscrizioni elettorali si siano verificate irregolarità per quanto riguarda lo scrutinio del voto per corrispondenza, consentito anche ai residenti.  Lo spoglio di queste schede è stato svolto, come confermato dagli stessi scrutinatori, domenica invece che lunedì, come previsto dalla legge, e in assenza di alcuni componenti della presidenza del seggio. Il totale delle schede in questi seggi è pari a circa 77  mila voti, più della metà rispetto al margine tra i due candidati. Per questo motivo i magistrati costituzionali hanno ritenuto corretto annullare un’elezione con simili dubbi sul suo esito. Grazie alle schede inviate per posta Van der Bellen, ex leader dei Verdi austriaci, aveva battuto il candidato della destra nazionalista Norbert Hofer. Il presidente della Corte costituzionale austriaca ha dichiarato, prima di ordinare la ripetizione del ballottaggio su tutto il territorio nazionale, come

Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia, e non prevede vincitori e sconfitti

Photocredit: Jan Hetfleisch/Getty Images