Unicef: la piccola Anano, l’attrice che tutti aiutano vestita da ricca e tutti cacciano vestita da povera – VIDEO

di Boris Sollazzo | 01/07/2016

Unicef bambina ricca povera spot

UNICEF, LO SPOT CON LA PICCOLA ANANO –

Lo sapete che un bimbo in condizioni di indigenza ha un rischio di morte doppio, entro il quinto anno di te, rispetto a uno abbiente? E’ solo uno dei tanti raccapriccianti numeri dell’ultimo rapporto sull’infanzia dell’Unicef. Che ha deciso di presentare quest’ultimo con un video sconvolgente. Anano, una piccola attrice di sei anni, a Tbilisi, in Georgia, si presta a un esperimento sociale: si fa vestire e truccare da ricca e da povera, mettendosi poi, sola soletta, su un marciapiede molto frequentato del centro e girando tra i tavoli di un ristorante dell’aeroporto.

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Il risultato è sconcertante e doloroso. Ma prevedibile. Atrocemente prevedibile. Anano, con stivaletti e cappottino ultima moda è al centro dell’attenzione di tutti. Le prendono la mano, le parlano, la aiutano, cercano di capire coma mai sia sola e come aiutarla. Nessuno la ignora, tutti cercano di rassicurarla, coccolarla o anche solo vezzeggiarla. Poi, il viso sporco e gli abiti vecchi. Un po’ di sporco in faccia. E la folla cambia completamente atteggiamento. Non solo nessuno si ferma ma sembra crearsi un campo di forza attorno a lei: nel giro di tre metri nessuno tocca neanche l’asfalto, come se temesse di essere contagiato da quel disagio, da quella povertà. La bimba che più ha bisogno è quella che nessuno desidera aiutare.

Peggio va all’aeroporto, tra i tavoli di un ristorante. L’Anano ricca ci manca solo che la invitino a pranzo, l’Anano povera è un fantasma, sdegnosamente fuori dalla visuale di quegli uomini e donne prima tanto prodighi di tenerezza. Qualcuno la manda via addirittura con violenza. Forse neanche verbale.
Anano, che è un’attrice, sia pur di solo 6 anni, e che è stata preparata a ciò che avrebbe fatto, non ce la fa più. La maschera cade. E’ una bimba, la stessa di prima. E scoppia a piangere, disperata. Scappa via.
L’esperimento sociale dell’Unicef è interrotto e non verrà ripreso. Ma purtroppo gli esiti sono chiarissimi.