Brexit: perché i vecchi hanno deciso sul futuro dei giovani inglesi

di Stefania Carboni | 24/06/2016

brexit anziani

Brexit: nel Regno Unito sono stati gli anziani a decidere sul futuro dei giovani inglesi. Nel referendum una larga parte della popolazione più vecchia ha optato per il Leave. Perché?

Brexit, vittoria del Leave al referendum. Regno Unito dice addio all’Europa

BREXIT: LA MAGGIORANZA DEGLI ANZIANI HA VOTATO PER IL LEAVE

Ne parlò qualche giorno fa Lee Marshall, giornalista britannico, su Internazionale. Secondo gli ultimi sondaggi calcolati dall’Economist, nella fascia 18-24 anni il 60 per cento degli intervistati avrebbe voluto rimanere in Europa e solo il 22 per cento era per l’abbandono. Tra gli ultrasessantenni si è registrato una sorta di plebiscito: il 58 per cento si è espresso a favore dell’addio. Solo il 32 per cento di loro avrebbe optato per il Remain. Questione, ha spiegato Marshall, di memoria storica:

Ma alla base del dilemma amletico dell’Inghilterra ci sono anche altri motivi. L’inglese medio, anche se non ha studiato un granché di storia, sa di appartenere a una nazione che una volta comandava (o almeno sfruttava) più di un quarto del globo. Adesso, fatta eccezione per la City di Londra – un quasi paradiso fiscale che non incide un granché sulla vita di un addetto alla nettezza urbana se non costringendo lei o lui ad abitare sempre più lontano dal centro della capitale con gli affitti più alti d’Europa – questo impero è giunto alla frutta, ed è frutta secca. Ne deriva un risentimento diffuso, alla ricerca di un bersaglio. In questo caso, il bersaglio è facile facile: l’Europa.

BREXIT: LEAVE O REMAIN, UN GAP GENERAZIONALE

Un sondaggio pubblicato la scorsa settimana da Yougov ha mostrato la portata dello scisma generazionale. Il 75 % degli utenti tra i 18 e i 24 anni di età ha dichiarato di voler rimanere nell’Unione Europea. Molti di più rispetto all’esiguo 38 % di Remain riscontrato tra gli inglesi più anziani, tra i 50 a 64 anni di età (un misero 34 % è stato riscontrato negli over 65). Qui le preferenze pubblicate sul Mirror, qualche settimana fa:

 

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Fonte Yougov

BREXIT: GLI ANZIANI NOSTALGICI DEL PRE-UE? NON SOLO: LA CAMPAGNA TRANQUILLIZZANTE SUGLI AGRICOLTORI

Nel Regno Unito c’è stato un gap di conoscenza e comprensione dei problemi dell’Unione Europea. Un errore di narrazione. Una campagna fondata su “hoax” (bufale) e disinformazione,  senza fare un corretto fact checking. Non solo. L’Europa è una storia che solo chi ha fatto parte della “generazione Erasmus” può comprendere. Si tratta di aspetti sconosciuti al pensionato del paesino inglese, dove l’alfabetizzazione digitale sulle generazioni più anziane non solo non entusiasma ma non conquista. Basti pensare alle tematiche trattate a fine campagna referendaria. Per aumentare il Leave si è parlato molto di immigrazione. Il Remain ha invece puntato sui problemi economici in caso di fuoriuscita. Ciò non è bastato. I pro Leave hanno spiegato per settimane come, in caso di fuoriuscita dall’Unione Europea, i fondi per gli agricoltori e la cultura sarebbero comunque proseguiti fino al 2020, anche in caso di Brexit. A niente sono valse le parole di Alan Johnson, numero uno dei Labour, che ha definito le sparate brexitiane come “fantasie economiche”. Questo interessante articolo del Guardian spiega come agricoltori e allevatori siano stati divisi tra il Leave e il Remain. Londra, il suo multiculturalismo, i vantaggi economici in Scozia per gli studenti universitari, non sono bastati davanti ai ricordi di chi, da inglese, ha vissuto il periodo pre Euro. E il 23 giugno 2016 ha deciso, per sempre, sul futuro altrui.

(foto copertina Kenjiro Matsuo/AFLO)