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Virginia Raggi e le 100 nomine da fare per il Comune di Roma

Domani ci sarà la proclamazione ufficiale dell’elezione a sindaco di Virginia Raggi. Alcuni assesssori sono già stati svelati: Paola Muraro ai Rifiuti, Andrea Lo Cicero allo Sport, Paolo Berdini all’Urbanistica, Luca Bergamo alla Cultura. Da valutare Alberta Parissi (ex presidente di Confesercenti) al commercio.
E il Messaggero, con Mauro Evangelisti, anticipa le cento nomine a 5 stelle. e i prossimi passi della Raggi.

Altri ancora tornano di attualità: Daniele Frongia, consigliere comunale confermato, dovrebbe dimettersi
per occupare il ruolo chiave di capo di gabinetto (con la precedente giunta questo posto valeva un compenso di 73mila euro all’anno); Enrico Stefano vicesindaco (con delega al Patrimonio?); Marcello De Vito? Sembra
già di vederlo seduto, sorridente, sullo scranno di presidente del consiglio comunale. Alla mobilità
una docente del Politecnico di Torino molto stimata, Cristina Pronello, anche se che potrebbe optare per un posto nella giunta di Chiara Appendino. Al bilancio, l’esperto della Consob Marcello Minenna. Commentano i 5
Stelle: «Vi state attardando nel cercare i nomi della giunta, ma la vera rivoluzione, ma anche le vere difficoltà, le avremo per coprire tutte le nomine».

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Come saranno affrontate le nomine?

Una decina di scelte non possono essere rinviate. Tra le altre: oltre al capo di gabinetto (Frongia), tre vice capo di gabinetto; il portavoce (il papabile è Augusto Rubei che l’ha seguita in campagna elettorale, nella precedente amministrazione questo posto valeva 90mila euro); il segretario generale (bisognerà attingere
dall’albo); il direttore generale; il capo della segreteria politica.
Ma tra dirigenti e funzionari di Roma Capitale e partecipate vi sono 100 caselle da riempire. Nessuna voracità: semplicemente, giorno dopo giorno, dai capi dipartimento di Roma Capitale ai vertici delle municipalizzate, bisogna mettere mano alla macchina comunale, magari ricorrendo ai bandi pubblici. (…) Prendiamo l’Ama: domani
Daniele Fortini, che fu nominato dalla giunta Marino, rimetterà il mandato da presidente. Tenendo conto che Ama non
ha neppure un direttore generale (che andrà nominato), sarà urgente prendere una decisione: confermare Fortini (improbabile, nonostante il rapporto di fiducia che lo lega all’assessore Muraro), sostituirlo in tempi rapidi.
Il nome più suggestivo è quello di Raphael Rossi, esperto di differenziata.

(Credit Image: © Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire)